18 gennaio 2017

Elle

E' già Ieri. -2016-

Fatto in America, Elle, sarebbe stato qualcosa di inguardabile.
Non ricordo dove lo avevo letto, ma un sito, ipotizzando neanche un remake, ma una produzione simile ad Hollywood, diceva una gran verità: solo i francesi si possono permettere un film simile.
Solo i francesi, con la loro grazia, con il loro essere chic nonostante tutto, possono parlare di stupro subito, di violenza che si fa leggera, di stupro volontario, di sesso strano, sporco e perverso, senza essere sporchi, senza essere perversi, mantenendo una classe e un'eleganza innegabili.
E non te lo aspetti da un regista come Paul Verhoeven che francese non è, e nel suo curriculum ha, per dire, Basic Instinct e RoboCop.
Te lo aspetti invece da una bellezza sempre più splendente come quella di Isabelle Huppert, che ai ruoli sporchi è ben abituata.

17 gennaio 2017

Sherlock - Stagione 4

Mondo Serial
(Qualche SPOILER c'è)

Lo si è atteso per 3 anni, con in mezzo un piccolo contentino dello scorso capodanno.
Io, che Sherlock l'ho scoperto tardi, solo e per esteso a fine 2014, mi sento allora un po' più fortunata, per quel bingewatching che mi ha permesso di capire e condividere l'amore verso Benedict Cumberbatch e la sua voce, per questa serie atipica, composta di tre soli episodi per volta dalla lunghezza di un film.
Tre episodi che volano via in un niente, ma che pesano come macigni per quello che mostrano e come lo mostrano.
La firma di Steven Moffat, delle sue frasi ad effetto, delle sue riflessioni mai banali, anche quando sembra, sono le stesse di Doctor Who, d'altronde siamo davanti a un uomo piuttosto cinico, piuttosto distante dal resto dell'umanità, che si fa accompagnare da chi a questa umanità lo avvicina.
E mai come in questa brevissima stagione, il Dottor Watson è un companion fondamentale. Lo è perché Sherlock ne ha bisogno, lo è perché quel cinismo, quella cattiveria, si stanno sgretolando di fronte a un'amicizia salvifica.
Ma andiamo con ordine.

Una serie di sfortunati eventi

Mondo Serial

La serie di libri non l'ho letta, ma me n'è venuta una gran voglia.
Il film, con gli anni, l'ho dimenticato, complice una visione in cui credo di essermi addormentata qua e là.
Un segno, forse, di quello che mi sarebbe successo oggi, con Netflix pronto a sfoderare il suo ennesimo asso: una serie TV tratta dalle disavventure dei fratelli Baudelaire ad opera di Lemony Snicket.
Lo dico?
Lo dico.
Mi sono addormentata più o meno ad ogni episodio.
La stanchezza del ritorno a lavoro, direte voi, l'accoglienza di un divano caldo quando fuori nevica, potete aggiungere, o forse c'è qualcosa di più.
Ma andiamo con ordine.

16 gennaio 2017

Il Lunedì Leggo - Il Palazzo di Mezzanotte di Carlos Ruiz Zafón

Se la domenica si è tornati finalmente a scrivere, il lunedì si ritorna a leggere.
Male, purtroppo.
Non so se sono io, che mi sono stancata di Zafón, o se è lui, così diverso dalla saga del Cimitero dei Libri Dimenticati, ma qualcosa di certo è cambiato. In meglio, visto che anche se la trilogia della nebbia è stata pubblicata poi, lui l'ha scritta prima, e riservata ad un pubblico di giovanissimi lettori.
Ma non solo non mi appassiono alla storia, arrancando per giorni su pagine che un tempo divoravo, ma lo stesso modo di scrivere mi sembra diverso, appunto, ripetitivo e pesante, poco scorrevole.
Così come per Il Principe della Nebbia, la noia prevale, mista però a qualche brivido.

15 gennaio 2017

La Domenica Scrivo - Storie

E si torna a scrivere, di domenica, con la neve di fuori che dopo anni di attesa, è tornata pure lei.
Si torna a scrivere ma c'è un problema: di cosa scrivo?
Volevo aprire in grande, volevo aprire con un qualcosa che è in attesa da un po', ma manca ancora un tassello.
Volevo aprire con una storia, piccola e tenera, ma non è ancora il momento.
In questa settimana, allora, mi sono guardata attorno, cercando ovunque, attorno a me, fra i miei ricordi, qualcosa di cui scrivere.
Cercando l'ispirazione, l'idea giusta da sviluppare.
Per poi capire, in una notte insonne di orari tornati quelli abituali che no, non sono quelli naturali, che quel qualcosa da raccontare era proprio questo: la ricerca di una storia, che non è proprio così immediata. La storia giusta, la storia bella, è sempre una questione di tempismo, e di attenzione, ovviamente.
A chi dice, tu che sai scrivere così bene (arrossisco), perché non scrivi un libro? Tu, non ce l'hai mica come tutti un libro nel cassetto?

14 gennaio 2017

Blue Jay

Andiamo al Cinema su Netflix

Una giornata.
Due persone.
Tante parole.
Basta poco per fare bei film, basta poco per fare i film che piacciono a me.
Quelli, appunto, di parole, di dialoghi che diventano fiume, di giornate che sembrano non finire, passate a scrutare i volti, le espressioni, gli occhi, di quelle persone.
E finire per conoscerle davvero, per amarle, per sentirne la mancanza.
Entrando in sintonia con loro, anche quando sembrava impossibile.
A spaventarmi, di Blue Jay, era la presenza di Mark Duplass, dalla faccia da sberle, dal fare artistoide che non mi piace, e che già ha provocato il mio taglio con la serie Transparent.
Qui, in veste di protagonista e produttore, irrita per i primi minuti, con quella barba posticcia che continua a toccare, poi, ci si perde, ci si immerge, in questa giornata a due, in questa giornata di ricordi.

13 gennaio 2017

The Birth of a Nation

Andiamo al Cinema

Esistono i film buonisti.
Esistono i film buonisiti necessari, come Lion.
Esistono poi film tutt'altro che buonisti, che non ti risparmiano un dolore, una tragedia, una scena cruda e che di certo non hanno un lieto fine.
Anche di questo tipo di film, però, esiste la necessità.
The Birth of a Nation ne è l'esempio.
Ma ci sono molti però da sollevare prima di poterlo definire necessario.
Sono però che non toccano le vicende extrafilmiche che si sono sollevate attorno al film durante la sua promozione, con il regista/protagonista/sceneggiatore e produttore e il suo co-produttore travolti nuovamente dall'accusa di stupro che li aveva visti entrambi davanti ad un giudice nel 1999.
Ci atteniamo al film, qui, a un film importante per il tema importante che tratta.
Quello dello schiavismo, che mai come in questi anni sta tornando "di moda", o forse solo necessario in America.
Ed è qui il primo grosso problema di The Birth of a Nation, il fatto che i paragoni con il Django Unchained ma soprattutto con il 12 anni schiavo di Steve McQueen si fanno inevitabili.
E al loro confronto, l'opera di Nate Parker perde sotto tutti i punti di vista.

12 gennaio 2017

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 12 Gennaio

Pochi ma buoni i film in arrivo al cinema per questo weekend.
A fare la differenza, come sempre, grandi nomi tra registi e attori.

Silence
Torna Martin Scorsese al cinema e lo fa con una storia totalmente diversa da The Wolf of Wall Street.
Siamo in Giappone, un missionario gesuita ha lasciato l'ordine e la religione e due suoi discepoli partono alla sua ricerca, non credendo alla notizia.
Il rischio pesantezza è lenito dai nomi in gioco, compresi quelli di Andrew Garfield, Adam Driver e Liam Neeson.
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Allied - Un'ombra nascosta
Una coppia di spie, in piena II Guerra Mondiale, il sospetto del doppio gioco. Brad Pitt riveste panni già vestiti ma con meno leggerezza, e cambiando compagna. Marion Cotillard al suo fianco, a dirigerli Robert Zemeckis
Trailer
The Founder
La vera storia del fondatore della catena McDonald, che no, non si chiama così ma Ray Krok.
Ad interpretarlo, il rilanciato Michael Keaton.
Da vedere.
Trailer
Magic Island
Piccolo documentario italiano su Polizzi Generosa, sul caratterista scomparso Vincent Schiavelli, e sull'eredità lasciata al figlio.
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