19 novembre 2017

La Domenica Scrivo - Hotel (di stanze da ricordare, altre da dimenticare, di tappe e percorsi)

Lo scorso anno Chiara Gamberale decise di ricordare il suo anno attraverso i bagni frequentati.
[se n'è parlato QUI]
Idea curiosa, un po' folle, ma capace di capire come quell'anno fosse stato, quali passaggi -dai più anonimi dell'autogrill ai più intimi di amici che inauguravano o vendevano casa- fossero avvenuti.
Io, la mia vita, potrei definirla attraverso gli Hotel in cui sono stata.
Mi rendo conto che no, non è un percorso in salita, dall'ostello in cui io e le mie amiche siamo addirittura riuscite a contrattare il prezzo in mezzo alla strada, sul punto di andarcene, all'ultimo ostello rumoroso come pochi altri, il cambiamento sembra quasi non esserci. Anche perchè della stessa città -Praga- si tratta.
Non sono ancora arrivata a soggiornare in suite principesche, in camere dalla vista mozzafiato, all inclusive, con tanto di portiere e portantino. No, proprio no.
Anzi. Questo resta il mio sogno, come una piccola Macaulay Culkin aspetto il giorno di trovare una carta di credito senza limiti, ma un Trump ad indicarmi la strada anche no.
Quello che conta in questo percorso, sono però le tappe di mezzo.

18 novembre 2017

La Signora dello Zoo di Varsavia

Andiamo al Cinema

Dici film sull'Olocausto e subito pensi al solito film sull'Olocausto.
Al buonismo, a quelli che di fatto sono diventati cliché, all'eroe coraggioso, ai tedeschi cattivi e senza pietà, ai sotterfugi, all'ansia che questi creano, al lieto fine -nonostante tutto- finale.
Ed è un peccato.
Perché in tempi in cui davvero non si dovrebbe dimenticare, in cui ricordare dovrebbe continuare a fare male, che il cinema proponga sempre la stessa formula per una storia che è vera, non aiuta di certo.
Sembra poi quasi un obbligo sfornare almeno un paio -o più- di titoli a tema all'anno, ottimi da presentare a fine gennaio quando ricorre la Giornata della Memoria, ottimi da presentare alle scuole, non sapendo però risvegliare a dovere gli alunni chiamati ad aprire gli occhi.
A ben guardare, tra pigiami a righe e quant'altro, solo Il figlio di Saul -nella sua estrema crudezza- o il tarantiniano Bastardi senza Gloria -per quanto tarantiniano, ovviamente, e derivativo e non propriamente storico- hanno saputo emergere dalla massa negli ultimi anni.
E purtroppo La signora dello zoo di Varsavia non fa eccezione.

17 novembre 2017

La Ragazza nella Nebbia

Andiamo al Cinema

Per un dato problema, ci sono diverse strade da percorrere per arrivare a una soluzione.
Prendete una ragazza, perfetta e dalla vita semplice, che scompare, nel nulla, nella nebbia.
Prendete un paesino di montagna sperduto, chiuso nella sua valle, desolante, dove tutti si conoscono.
Mettete a capo delle indagini un investigatore noto, che no, non usa le prove e gli indizi a disposizione, no, non usa nemmeno il suo intuito, ma per arrivare a una soluzione, usa gli altri. In particolare, usa i media, la TV come i giornalisti, mescola le carte, gioca sporco, aspetta e osserva.
Come un gatto.
Per ogni storia, poi, deve esserci un cattivo.
Lo dice il professor Martini, lo dice la Storia stessa. Sono i cattivi ad avere fascino, a mettere benzina sul fuoco.
Martini finirà per essere suo malgrado il cattivo di questa storia, l'uomo su cui puntare i riflettori e le dita accusatrici, l'uomo da osservare, da mettere sotto esame.
Come un topo.
In questa caccia, tra gatti e topi, tra corvi -noi, pubblico affamato- che stanno sui rami a gracchiare, ci si dimentica facilmente di lei, di Anna Lou, che manca da casa da settimane, ormai.

16 novembre 2017

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 16 Novembre

Arriva l'ennesimo ciclone supereroistico, e le poche altre uscite degne di nota parlano di buonismo e di amore, ma qualcosa da salvare comunque c'è.
Dal fronte italiano, purtroppo, poco di nuovo.

Justice League
Ormai potrei scrivere lo stesso commento per tutti gli innumerevoli film Marvel/DC in uscita: non mi avranno, fan accorrete pure.
Figurarsi poi se mi faccio tentare da non uno, ma tutti i supereroi messi assieme. No no.
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The Big Sick
Amore interazziale, pregiudizi, malattia. Ma Big Sick è anche una storia vera -quella degli sceneggiatori del film- e soprattutto ha per protagonista la certezza indie Zoe Kazan.
Da vedere.
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Ogni Tuo Respiro
Amore e malattia, questa volta in costume. Purtroppo non c'è traccia di commedia, ma solo di melodramma, e Andrew Garfield e Claire Foy non bastano a fare da garanzia.
Si tentenna, finchè c'è di meglio.
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La Signora dello Zoo di Varsavia
Amore e guerra, la II Mondiale per la precisione, con i proprietari dello zoo dell'invasa capitale polacca chiamati a proteggere non solo i loro animali, ma anche gli ebrei in fuga, offrendo loro riparo.
Probabile retorica, probabile buonismo. Ma ci sono Jessica Chastain e Daniel Bruhl.
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Lezione di Pittura
Dal Cile, una piccola storia che si fonde con quella più grande del suo Paese. Un bambino dalle spiccate capacità artistiche, spronato e aiutato da un mentore farmacista.
Per radical-chic.
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La Casa di Famiglia
Un padre in coma, quattro figli che lo credono spacciato e vendono la casa in cui sono cresciuti. Quando però il padre dal coma esce, partirà la più classica delle commedie degli equivoci.
Cast da non sottovalutare (Lino Guanciale, Stefano Fresi, Libero de Rienzo, Matilde Gioli) ma troppi cliché, poche risate.
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I'm - Infinita come lo spazio
L'adolescenza raccontata tra horror e fantasia, per un risultato che pecca di amatorialismo puro.
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Agadah
Produzione e regia italiana, per un cast internazionale che mette in scena il Manoscritto trovato a Saragozza di Jan Potocki, una storia fatta di storie, raccontate da narratori diversi a un eroe di ventura.
Serietà e pesantezza in agguato.
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Pipì Pupù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite
Animazione davvero per i più piccoli. Ma piccoli piccoli.
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15 novembre 2017

The Place

Andiamo al Cinema

Un tavolino in fondo ad un bar.
Sempre il solito cliente seduto, stanco, lì. Da mattina a sera. Dall'apertura -che non vedremo mai- alla chiusura.
Un enorme taccuino zeppo di appunti davanti a lui, una trafila senza fine di sconosciuti che lì si siedono, parlano, confessano. Lui scrive, ogni tanto, legge, altre volte.
Chi da lì si alza lo fa da arrabbiato, oltraggiato, stupito. Con la mente che corre, si vede, alla ricerca di un senso, di una soluzione.
Quello che fa, quell'uomo, dall'aria stanca e provata, è assegnare dei compiti.
Solo così il desiderio richiesto da chi davanti a lui si siede, verrà esaudito.
Solo così quella persona finiremo per conoscerla, per capire quanto in là si può spingere, per vedersi soddisfatti.

14 novembre 2017

Room 104

Mondo Serial

Quante cose possono succedere in una camera d'albergo?
Quante avventure, quanti ospiti diversi, storie diverse, si porta appresso una semplice stanza?
L'idea, le domande, saranno sorte ad ognuno di noi, ma solo i fratelli Duplass hanno deciso di farci una serie TV.
12 episodi, 12 storie diverse, stessa stanza d'albergo, pardon, di motel.
La numero 104.
Non siamo certo in un posto lussuoso, anzi, siamo in una camera piuttosto triste e desolata, con quell'alone di vecchiaia che impolvera i suoi angoli.
Ma importa poco la stanza in sé, importa quello che ci succede, cosa ci succede, quanto la fantasia di sceneggiatori (anche se la maggior parte degli episodi sono scritti dallo stesso Mark Duplass) si possa divertire e ingegnare.
Meglio dirlo subito, però.
Non tutto fila liscio, non tutte le storie reggono.
Anzi.

13 novembre 2017

Il Lunedì Leggo - Lettera al Padre di Franz Kafka

Kafka è uno di quegli autori scoglio.
Uno di quegli autori in cui inevitabilmente, nell'arco di una vita, andrai a scontrarti, sapendo di avere a che fare con uno dei grandi.
La sua ombra, allora, non potrà che fare paura.
Ci si sentirà piccoli, poco intelligenti, o lo si crederà sopravvalutato. Dipende dai punti di vista, dal nostro modo di essere lettori.
Oppure, si può prenderlo così com'è, sapendo di non saper far fronte alle sue metafore, alle sue allegorie, ai suoi pensieri contorti, ma berne, per quelle sue storie intricate, per quelle idee assurde e geniali.
Oggi come in passato, così ho letto e leggo Kafka.


12 novembre 2017

La Domenica Scrivo - Praga

Dicono che non si dovrebbe mai tornare dove si è stati felici.
Dicono l'abbia detto Jim Morrison, ma attribuiscono così tante frasi a Jim che chissà se è vero.
Ed è vero, poi, che non si dovrebbe mai tornare dove si è stati felici?
Perché se prima, lì, si era felici, oggi non lo si è più, perchè la nostalgia porta con sé la malinconia? O perchè già nel tornarci si cerca una felicità che non c'è più, che non può essere trovata lì, perchè come ben dice Jim -o chi per lui- la felicità non appartiene al luogo, ma perdura nel tempo?
Io, dove sono stata felice, ci sono tornata.
Sono tornata a Praga, per la terza volta.
Ci sono tornata dopo esserci stata immensamente felice.

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