19 aprile 2018

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 19 Aprile

Lo so, lo so, le belle giornate sembrano arrivate e il cinema sembra aver chiuso i battenti.
E invece no, in un colpo solo, due/tre/quattro ottimi titoli arrivano e cercano di richiamare il pubblico già con la mente alle vacanza. Trovate tempo, almeno per Molly.

Molly's Game
L'esordio alla regia del mago delle parole Aaron Sorkin, che racconta la folle storia della donna regina del poker illegale e del giro di milioni che gestiva.
Se n'è parlato ieri, con entusiasmo, QUI
Ghost Stories
Nonostante quella locandina un po' così, a detta di molti è il miglior horror dell'anno.
L'inglesità del progetto e la presenza di Martin Freeman tentano pure me, brividi garantiti.
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Doppio Amore
Il nuovo, sensuale, psicologico, stranissimo Ozon. Che parla di gemelli, passione e psicoterapia.
Se n'è parlato, con non troppo entusiasmo, QUI
L'amore secondo Isabelle
Quel cinema francese più classico, più femminile, più per donne mature, che inquadra una 50enne alla ricerca dell'amore, quello vero.
Nì.
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Escobar - Il Fascino del Male
La versione bignami e orribilmente in inglese di Narcos.
Già stroncata a Venezia, nonostante Berdem e la Cruz.
Leggere QUI per credere.

Wajib - Invito al matrimonio
La preparazione di un matrimonio fa risalire a galla le tensioni fra padre e figlio.
Dalla Palestina, per radical chic d'essai.
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Il Tuttofare
La scalata al potere di un giovane alle prese con le umiliazioni da stagista/praticante avvocato.
Commedia che sembra spumeggiante, nonostante un cast composto dai per me antipatici Sergio Castellitto e Elena Sofia Ricci.
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Il mio nome è Thomas
Dirige e interpreta Terence Hill, in sella alla sua moto.
Basta, vero?
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Parlami di Lucy
... Ma non parlarmi di questi film italiani che vogliono fare i seri, inquadrare la crisi della famiglia, appesantendo il pubblico.
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18 aprile 2018

Molly's Game

Andiamo al Cinema

C'è Aaron Sorkin, e quindi ci sono parole e parole e parole ancora a costruire una sceneggiatura che non scivola mai, mai non sbava, perfettamente strutturata su quelle parole, sul loro ritmo, con aneddoti, esempi, battute, piene di intelligenza.
C'è Jessica Chastain, e quindi c'è una prova d'Attrice con la A maiuscola, calata in un ruolo non facile di una donna non facile e non particolarmente simpatica, con una sua morale pur lavorando nell'immoralità, aiutata in questo caso da aver vestito panni simili nell'altrettanto solido -ma più politico- Miss Sloane.
C'è una storia, quella di Molly Bloom, che sembra già un film, ed invece è vera. La storia di una campionessa di discesa libera che dopo un grave infortunio si prende una pausa dagli studi in cui eccelle, e diventa in poco tempo la regina delle bische clandestine.

17 aprile 2018

La Casa di Carta

Mondo Serial

Premessa necessaria: La Casa di Carta che ho visto io era fatta di 15 episodi totali, della durata di un'ora circa l'uno, e con probabile montaggio diverso rispetto a Netflix.
Non credo, in ogni caso, che il succo cambi.
Metto le mani avanti, perchè sto per parlar male della serie del momento.
Che sia una serie fichissima, che abbia tutti gli ingredienti e le idee per essere amata, lo penso pienamente anch'io. E lo dico: l'ho amata, per molti spunti (Camerun, su tutti), per molti personaggi.
Ma devo anche essere sincera, e i tanti, tantissimi buchi di sceneggiatura si son presi la mia attenzione molto più che le scene cult (l'entrata in moto, il matriarcato), gli amori da shippare, i piani da seguire.
Quali buchi?

16 aprile 2018

Il Lunedì Leggo - Le Lettere di Berlicche di C. S. Lewis

Lo dico fin da subito: non mi è mica piaciuta questa corrispondenza.
Non che mi piacciono di per sé i romanzi epistolari, con le parole scritte da altri a cui manca la descrizione, la narrazione più pura e che quindi mettono una distanza.
Qui, poi, a scrivere è sempre lui, Berlicche, al nipote Malacoda di cui non sapremo mai le risposte, le giustificazioni, ma il destino sì.

15 aprile 2018

La Domenica Scrivo - Cassetti (dei sogni, delle storie, ma soprattutto delle cianfrusaglie)

Ci sono i cassetti che contengono i sogni, quelli di una vita, quelli che chissà quando si realizzeranno, o si troverà il coraggio di perseguire.
Ci sono i cassetti per le storie, i libri, mai pubblicati, cassetti che invidio, perchè al momento oltre a non averne di questo tipo (non avendo una scrivania che solitamente è il mobile di riferimento), non avrei neppure il materiale per riempirli.
Ci sono i cassetti utili, quelli che contengono le posate, le tovaglie, i calzini, l'intimo, i trucchi.
E poi ci sono loro, i miei preferiti, i cassetti delle cianfrusaglie.
Quei cassetti ricolmi di cose che mal si assortiscono, ma che sono i cassetti di salvataggio, che accolgono tutto quello che è senza fissa dimora, tutto quello che un posto specifico non ce l'ha.
Pure la casa più ordinata, più minimal, ha un cassetto delle cianfrusaglie, il reparto nascosto di un persona che potrebbe dire molto di quella stessa persona.

14 aprile 2018

Doppio Amore

Andiamo al Cinema

Sembra di essere tornati negli anni '90.
Non lo dico solo per quella moda fatta di ombelichi al vento, pantaloni incredibilmente a zampa e tute e jeans firmate che è forse il decennio di moda che meno avrei voluto veder tornare di moda, lo dico per certi film, patinati ed erotici, che ricordano quelli patinati ed erotici degli anni '90.
Visto in questo senso, Doppio Amore (traduzione del più significativo Doppio Amante francese) si pone in quel filone di pellicole patinate ed eleganti e francesi, che mettono alle strette la fragile eroina protagonista, portandoci con lei in un una strana follia di amanti, sì, e di sedute erotiche.
Visto però nel segno di un François Ozon che continua a sperimentare, a divertirsi, a far osare la bella Marine Vatch, non tutto torna.

13 aprile 2018

Il Mio Godard

È già Ieri -2017-

Il mio Godard è quello che -nel buio di un'aula universitaria- mi folgorò con la bellezza ancora piena di modernità di Fino all'ultimo respiro.
Il Godard della critica di oggi, è quello che concorrerà anche quest'anno al Festival di Cannes, quello più sperimentatore e politico, quello che ha abbandonato una certa linearità, un certo piacere al pubblico, a favore dei suoi ideali.
Il Godard de Il mio Godard, è quello della moglie e musa Anne Wiazemsky, che lo conobbe giovanissima sul set de La cinese, che condivise gli anni del cambiamento -culturale, politico e personale-, gli anni delle proteste giovanili, il mese di maggio del '68.
Il suo Godard, è quello difficile da digerire e da sopportare tra le mura domestiche, lunatico, con un grande ego, con un grande risentimento dentro, incapace di godere del successo, di farselo bastare, di sentirsi amato ma pure odiato dal pubblico, dai giovani, dagli altri.

12 aprile 2018

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 12 Aprile

Anche se la primavera arriva a singhiozzi, il cinema sembra aver tirato giù la serranda.
Tanti titoli che escono, nessuno davvero di punta. E tra i troppo film impegnati, quasi quasi mi viene da spezzare una lancia a favore delle commedie scacciapensieri... pensate voi come siam messi!

The Happy Prince
Torna dietro e davanti la macchina da presa Rupert Everett, a raccontare gli ultimi giorni felici di Oscar Wilde, uscito dal carcere debole e in crisi, ma con il suo amore ad aspettarlo.
Inglesità al 100%, ma che fa sempre piacere.
Cast di eccellenze, tra Colin Firth, Colin Morgan, Emily Watson e Tom Wilkinson.
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The Silent Man
Sull'onda lunga di The Post, gli avvicendamenti che portarono allo scoppiare del Watergate.
Peccato non ci sia Spielberg alla regia, e il cast sia giusto un po' minore, tra Diane Lane, Kate Walsh, Liam Neeson e Maika Monroe.
Seriosità garantita.
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Rampage - Furia Animale
Bestie enormi e feroci a spasso per il mondo, un manipolo di uomini e donne che tentano di fermarli, come dentro ad un videogioco.
Insomma, il classico film sparatutto e tutto azione da godere a neuroni spenti.
Con Dwayne Johnson, Naomie Harris, Malin Akerman e Jeffrey Dean Morgan.
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Il viaggio delle ragazze
Quelle commedie goliardiche e al femminile buone da vedere a neuroni spenti.
Con Jada Pinkett Smith, Queen Latifah, Regina Hall e Tiffany Haddish.
Che poi non si dica che non c'è la par condicio al cinema.
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La casa sul mare
Quel film da radical-chic agée, francese fino al midollo, ma che pur essendo francese non ha avuto il mio appoggio a Venezia.
Leggere QUI per credere.
Io sono tempesta
Trama già sentita: il ricco e potente che cade in disgrazia -o almeno, a cui tocca cadere in disgrazia- e ritrova se stesso facendo i servizi sociali.
Alla regia però c'è Daniele Luchetti, e nel cast Marco Giallini e Elio Germano, bastano per dare speranza.
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Transfert
Dramma psicologico ambientato da uno psicologo, che ha in cura due sorelle convinte entrambe che sia l'altra ad avere bisogno della terapia.
Peccato che tutto sappia di amatorialità e pesantezza.
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Il Cratere
Quei film italiani pesanti fin dal titolo, su quell'Italia dimenticata degli ultimi. Ma che, dopo il successo di Indivisibili, una minima chance potrebbe averla. Minima, però.
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Icaros: A Vision
Viaggiare nel cuore dell'Amazzonia per guarire da un tumore. Sento già i partiti medici schierarsi. E sento già la pesantezza che un finto documentario come questo può scatenare.
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Il Prigioniero coreano
L'ultimo film di Kim Ki-duk è apertamente politico, e vede al centro un pescatore che senza accorgersene sconfina nell'altro polo della Corea.
Impegnato, forse troppo per la stagione.
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Sherlock Gnomes
Il seguito di Gnomeo e Giulietta? E questa volta pure con Sherlock Gnomes e Watson?
I bambini non staranno nella pelle!
(leggere il tutto con ironia)
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