9 agosto 2013

La Notte del Giudizio

Andiamo al Cinema


Inizierei con il dire che certi film non fanno per me e non rientrano nelle mie corde. Proseguirei poi confessando che l'ansia, uscita dalla sala, ha impiegato un bel po' prima di abbassarsi gradualmente.
Detto ciò il motivo per cui sono andata a vedere al cinema questa pellicola è, oltre per la penuria di settimane e settimane, l'elogio quasi unanime della blogosfera e l'idea decisamente intrigante della trama.
Quale idea? Semplice.
Nel 2022 in America dei misteriosi Nuovi Padri Fondatori hanno insignito una notte di sfogo per l'intera popolazione. 12 ore in cui ogni crimine è concesso, omicidio incluso, e in cui né la polizia né il primo soccorso vengono garantiti all'insegna dell'anarchia totale. Questa notte di massacri e di scorribande ha permesso alla nazione di risollevarsi, lasciando ai suoi abitanti il tempo di una catarsi nel quale concentrare rabbia e frustrazioni.


Ci si aspetta quindi un film ad alto tasso di violenza, certo, immerso nel terrore e nel sangue di strade libere e senza legge. James DeMonaco decide invece di concentrarsi su un'unica famiglia, più che benestante e all'apparenza perfetta.
I Sandin vivono infatti in un quartiere di ricchi e James (un Ethan Hawke molto invecchiato), il capofamiglia, ha creato un nuovo sistema di sicurezza che gli ha permesso di arricchirsi in fretta. I due figli adolescenti ribelli e la moglie bella e devota completano il quadro.
I Sandin non partecipano allo sfogo annuale, si barricano in casa e cercano di passare in tranquillità la serata. Ma ovviamente non tutto va come programmato e Charlie, il figlio minore che non capisce l'utilità dell'evento, dà ospitalità a uno sconosciuto. Questa decisione di cuore ha conseguenze inimmaginabili, e così un gruppo di squilibrati si presenta alla loro porta minacciando -e poi compiendo- un'intrusione devastante.
La violenza che ci si aspetta sfocia in tutta la sua brutalità nella seconda parte del film, con l'ansia che arriva alle stelle complici quegli squilibrati che (nonostante la recitazione francamente sopra le righe di Rhys Wakefield) molto ricorda l'inquietante performance di Funny Games.
Come nel film di Haneke anche qui non c'è un vero motivo che si profila dietro atti tanto barbari: i Sandin fanno quello che devono per proteggersi, ma i loro nemici si muovono alla cieca, spinti da un odio e da motivazioni irrazionali e istintive, come animali. E proprio questa loro totale imprevedibilità rende il film tanto agghiacciante, con momenti di puro horror complici maschere spaventose.
Non mancano ovviamente i momenti patetici in cui i sentimenti sfociano in tutta la loro melensità, né altri molto più interessanti in cui si cerca di approfondire psicologicamente la scelta di partecipare o meno allo sfogo, di sacrificare l'Altro per salvare se stessi e la propria famiglia. Queste scelte caratterizzano il film, facendo vedere entrambi i lati di una barricata, quella di chi crede ciecamente e si applica allo sfogo, e chi, invece, tentenna e finisce per vedere tutta l'assurdità e l'ingiustizia dell'evento.
Anche il finale non è quello che ci si aspetta, con le carte in tavola che per la seconda volta vengono rimescolate e la paura che, dopo aver toccato l'apice, passa, ma solo momentaneamente, perchè l'appuntamento è già fissato per il prossimo anno.



14 commenti:

  1. Sento giudizi altalenanti su questa pellicola... mah...

    Moz-

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    1. Ho aspettato anch'io un po' prima di andarci a leggendone solo bene ho ceduto! Una visione, anche solo per l'idea di base, la vale!

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  2. Io ho promosso questo film, tutto sommato non è male :) anche se il tema poteva essere sfruttato in maniera migliore....

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    1. Anche per il giovine che mi accompagnava e più appassionato al genere si poteva osare di più, magari senza ridurre il tutto alla sola casa. Comunque lo promuovo pure io!

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  3. PUR con qualche difettuccio a mio avviso ci troviam davanti ad un bel filmozzo ;-)

    Cmq si vede che non sei abituata a questo genere perchè il film di violenza ne ha veramente poca, e questa è una delle pecche della suddetta pellicola ;-)

    Cmq per il resto ottima rece e son lieto che tu abbia apprezzato il film

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    1. A me in realtà più che la violenza sanguinolenta e di colpi spaventa e mette ansia quella psicologica. Come in Funny Games qui si punta tanto e bene su quella, per questo mi sono agitata tanto!

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    2. ah si si quello si si basa più sulla paura che sul sangue, x me però avrebbe giovato paura e sangue ;-)

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  4. Io non sono proprio riuscita a farmelo piacere...

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    1. In sala in molti ridevano in alcune scene, a me al di là dello sviluppo l'idea i uno sfogo simile a intrigato un sacco!

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  5. Mah, non sapevo prima se andarlo a vedere o no e adesso mi avete venire ancora più dubbi.
    Probabile che ci andrò a seguito di qualche amico.

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    1. Una possibilità se la merita, anche perchè non è che al cinema ci sia molto di meglio ora come ora...

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  6. Mi aspettavo una idiozia, invece si è rivelato un discreto thriller abbastanza ansiogeno. Funny Games, che ho detestato con tutto il cuore, è però senza dubbio su un altro pianeta. Ho dormito male per un paio di giorni dopo averlo visto..

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    1. Oh bè, Funny Games turbò molto di più anche me, ma c'ho rivisto tanto, in primis l'uso di una violenza psicologica e dei "cattivi" psicopatici e convinti delle loro azioni...
      Comunque un film che insospettabilmente si salva e tutt'altro che un'ammmericanata!

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