30 marzo 2013

Take Shelter

In Central Perk si prende una meritata pausa per domani e lunedì in modo da poter godere di una sana mangiata e di un altrettanto sana bevuta durante questo weekend pasquale!
Prima di lasciarvi, però, si continua con il recupero di film della scorsa stagione davvero meritevoli!

E' già Ieri. -2011-


Visti gli elogi letti qua e là mi apprestavo al film piena di speranze.
Inizialmente stavo però già a tentennando perchè il ritmo lento, il protagonista eccessivamente silenzioso non riuscivano a coinvolgermi.
Curtis è infatti a suo modo un marito e un padre amorevole di una bambina sorda. Lavoratore ligio e solitario inizia ad essere vittima di incubi e allucinazioni che minano il benessere famigliare e mentale. Visioni di una tempesta e di un tornado come mai visti prima, che cambiano le persone rendendole aggressive...
Con queste il film prende subito una piega nuova, una piega fatta di dubbi e di terrore che scuote e che fa innalzare il livello di attenzione. Nel lungo cammino che sembra procedere verso la pazzia non si sa bene cosa pensare. Si vuole sostenere Curtis, gli si vuole credere ma come i suoi amici e come la moglie la preoccupazione e la paura prendono il sopravvento.
Le carte vengono svelate poco a poco, sia quell'inizio indecifrabile, sia il passato famigliare di Curtis, non fanno che mettere ulteriore in dubbio la sua sanità mentale e la capacità di stare dalla sua parte nonostante tutto. Quando poi inizierà a costruire un rifugio antitornado il terreno si farà sempre più fragile, tra il lavoro che diventa precario e le cure per la figlia messe a rischio, a prevalere è un senso di disagio per la sua situazione costellata ora di fallimenti di cui perfino il cane deve pagare le spese. A muoversi come un faro o come un'ancora a cui aggrapparsi è la moglie Samantha, capace di perdonare e di trovare la forza per reagire e sostenere il marito, di trovare in fretta delle soluzioni ai problemi che ora sembrano sorgere come funghi.
In un crescendo di silenzio e di rabbie esplose, si arriva a quel finale che colpisce come una mazzata, che fa credere e ricredere nel giro di pochi minuti sulla credibilità del protagonista perchè composto in due parti completamente contrastanti e perchè ci lascia lì, incantati e terrorizzati allo stesso tempo. Tra un climax e un anticlimax, si costruisce l'intera saggezza del film fatta anche di visioni esteticamente splendide e uno stile capace di passare dal drammatico al thriller in pochi istanti.
Michael Shannon è un protagonista eccellente che ripropone la sua sofferta interpretazione già vista in Boardwalk Empire, mentre Jessica Chastain, non bella come al suo solito, è una perfetta e naturale madre amorevole.
A firmare la regia e a scrivere la sceneggiatura Jeff Nichols, solo 3 film all'attivo ma da tenere sicuramente d'occhio.


29 marzo 2013

Gli Amanti Passeggeri

Andiamo al Cinema.

Pedro Almodovar è tornato alle origini.
Dopo la pausa noir de La pelle che abito e i film drammatici, con Gli amanti passeggeri il regista ritorna a quello stile frizzante e brioso che lo ha fatto conoscere e il cambio di registro si nota fin dai titoli di testa in stile anni '80.
Colori pastello, personaggi sopra le righe e zero pudore per raccontare il mini mondo che si crea all'interno della business class di un volo costretto a girare per ore in aria in attesa che una pista sia pronta per un atterraggio di emergenza.
Mentre l'economy class viene drogata e fatta dormire, infatti, gli altri passeggeri iniziano a socializzare e farsi conoscere: una sensitiva vergine, un imprenditore in bancarotta e in fuga, una famosa pornodiva, un misterioso messicano e due sposi in luna di miele. A capitanarli un trio di steward effeminato all'eccesso e due piloti bisessuali. La girandola di equivoci, di confidenze e di effusioni sarà senza fine mentre l'ansia per il probabile disastro aereo che li attende viene dimenticata con fiumi di alcool e di droga.
Almodovar confeziona una pellicola divertente e non così politically correct, dove oltre alle numerose scene hot c'è spazio pure per la politica con il tracollo finanziario spagnolo a far capolino.


Ma inutile stare a cercare un po' di impegno, Almodovar vuole divertire e ci riesce grazie a dei protagonisti scanzonati e senza peli sulla lingua, capaci di regalare risate a non finire con un'improbabile coreografia sulle note di I'm so excited delle Pointed Sisters.
La camera si muove così a girandola nello spazio dell'aereo uscendone solo per raccontare la storia parallela di una donna ancora innamorata dell'uomo sbagliato e per l'inizio scoppiettante in cui si incontrano i due attori feticci del regista: Antonio Banderas e Penelope Cruz.
Non sarà uno dei suoi capolavori commedy né tanto meno profondo come Tutto su mia madre, ma rallegra e riesce ad accontentare lo scopo di Almodovar che in un'intervista ha dichiarato: "Vorrei che gli spettatori uscissero dal cinema dicendo semplicemente: è divertente". Lo è, Pedro, lo è!


28 marzo 2013

Silenzio in Sala - Le Nuove Uscite al Cinema

Se la scorsa settimana non prometteva nulla di così esaltante, Almodovar a parte, questo weekend pasquale è ancora meno interessante. Le uscite previste sono sotto il segno dei blockbuster adolescenziali di sicura presa tra il pubblico appesantito da pranzi e alla ricerca di un rifugio causa maltempo... che fare? Recuperare il perduto e, se proprio proprio, puntare su questi titoli:

Il cacciatore di giganti 

Ennesima rivisitazione di Jack e i fagioli magici, ma questa volta il ragazzino si fa grande e riapre il portale verso il mondo dei giganti. Sarà guerra. Bryan Singer alla regia e un cast che comprende Ewan McGregor, Stanley Tucci e Bill Nighty. Mah.








The Host 
A quanto pare Stephenie Meyer non ha scritto solo Twilight. Andrew Niccol (In Time) trasporta in sala un altro successo per teeneager della scrittrice dove alieni/anime si impossessano del corpo degli umani. Ovviamente l'amore cambierà le cose. La protagonista è la promettente Saoirsie Ronan.








Un giorno devi andare 
Una donna alla ricerca di sé dopo un lutto e un abbandono viaggia senza metà cullata dal fiume attraverso l'Amazzonia. Le sue tappe tra religione e povertà, l'aiuteranno a capirsi, trovando la sua dimensione. Giorgio Diritti si fa pretenzioso con un film essenziale e poetico interpretato da Jasmine Trinca.






Come Pietra Paziente 
Dal best seller omonimo di Atiq Rahimi  (qui anche regista) un film la cui protagonista è una moglie devota che riesce finalmente a confessare al marito in coma i suoi più intimi segreti. Sullo sfondo l'Afganistan scosso da continui attentati.







I figli della mezzanotte 
Ennesimo film sugli scambi in culla. Qui l'infermiera che compie volutamente l'errore lo fa come forma di giustizia sociale tra una famiglia mendicante e una benestante. I bambini, nati allo scoccare della mezzanotte del 1947 (giorno d'indipendenza dell'India dall'Inghilterra), saranno con le loro vite metafora del loro stesso Paese.

27 marzo 2013

Cercasi Amore per la Fine del Mondo

E' già Ieri. -2012-


Di film che parlano della fine del mondo ce ne sono davvero tanti, forse troppi.
Ma di commedia che parlano della fine del mondo, purtroppo o per fortuna, non ce ne sono poi molte. Solitamente infatti lo schema con cui Hollywood si relaziona all'armageddon è con il classico film catastrofico, con protagonisti duri e puri che magari incontrano l'amore pochi giorni prima di dover salvare la Terra.
Cercasi amore per la fine del mondo si distanzia anni luce da questo genere. Non solo perchè, come detto, è una commedia, ma perchè nessun eroe, nessun atto patriottico o tentativo di salvare il pianeta viene compiuto. La fine del mondo è il contesto in cui si apre la possibilità di un amore a prima vista impossibile tra un uomo e una ragazza soli e disperatamente alla ricerca di qualcosa nei tragici e complicati giorni prima della grande fine.


Il film inizia infatti con l'annuncio via radio del fallimento dell'ultima speranza per salvare la Terra. Dodge e la moglie sono in auto e la reazione di lei alla notizia è la fuga. Fuga da un matrimonio noioso, da un uomo "strano", solitario e decisamente buffo, ordinario insomma. Attorno a lui, invece, tutti impazziscono: tra gli amici che danno festini a base di droga, sesso occasionale e follia, tra depressi che optano per la via del suicidio a altri che preferiscono invece assoldare un killer per farla finita,  chi invece abbandonerà un cane (che ovviamente- adotterà) o chi invece continuerà a fare finta di nulla continuando a fare le pulizie (ormai inutili).
In questa popolazione alla deriva Dodge conosce Penny, la sua vicina di casa, una ragazza particolare, estroversa e semplice, che si intrufola in casa sua dopo il litigio e la probabile rottura con il fidanzato. Inaspettatamente Dodge riesce ad aprirsi con questo spirito libero e quando, inevitabilmente, la gente inizierà a dare veramente di matto con pestaggi e saccheggi, fuggiranno insieme dalla città.
Il patto tra loro è chiaro: lei lo aiuterà a ritrovare l'amore della sua giovinezza, lui la aiuterà a tornare in Inghilterra dalla sua famiglia.
Inizia così un road movie dove a far sorridere sono ancora una volta i diversi modi di reagire delle persone di fronte alla fine, dove paesaggi aperti e sconfinati cedono il passo ai piccoli paeselli incantevoli, e dove si vede il lento avvicinarsi dei due, attraverso la ricerca di una pace con il passato, e con un'improbabile storia d'amore che nasce nel momento sbagliato ma che forse è proprio quello giusto.
A dar corpo a Dodge Steve Carell, ormai abituato ai ruoli dello sfigato e quindi perfetto nella parte, un po' meno convincente Keira Knightley, brava e comunque in parte rispetto allo spirito libero della sbadata Penny, ma le sue smorfie distraggono e irritano un po' la visione. A costellarli, comparse importanti come Martin Sheen, Connie Britton, William Petersen e Adam Brody.
Un tocco in più lo dà poi la colonna sonora, formata da grandi classici riscoperti grazie alla passione di Penny per i vinili.
La musica ci accompagnerà in quello che, nonostante tutto, è un happy end completamente diverso rispetto ai generi catastrofici a cui si è abituati. Come si addice alla commedia, nel finale il romanticismo arriva ai suoi massimi livelli e qualche lacrima scende inevitabilmente.



26 marzo 2013

Il Grande e Potente Oz

Andiamo al Cinema.


Da questo film in molti, se non tutti, si aspettavano tanto.
Mettere insieme un cast in cui compaiono nomi come James Franco, Rachel Weisz, Michelle Williams e Mila Kunis, diretti da un regista come Sam Raimi è già un colpaccio. Se poi si pensa che il lavoro che loro spetta è quello di raccontare come il mago di Oz sia finito nella Terra di Oz l'attesa si fa più che alta.
Pare però che la Disney non abbia la penna d'oro per questo genere di progetti, anzi.
Basta pensare a un altro film che prima di uscire faceva già saltare tutti dalla gioia prevedendo un cast con Johnny Depp, Mia Wasikowska, Anne Hathaway e Helena Bonham Carter diretti niente meno che da Tim Burton per portare sullo schermo il ritorno di Alice nel Paese delle Meraviglie.
Anche in quel caso, nonostante gli incassi strepitosi al botteghino, la critica -me compresa- non perdonò né a Burton né a Depp l'ingenuità e la poca sussistenza del film. Visivamente splendido ma troppo pacchiano nei suoi intenti.
La stessa cosa si può dire anche per questo Grande e potente Oz.
La scenografia computerizzata, con il nuovo mondo costruito come un caleidoscopio di colori e di novità floreali incanta e ricorda fin da subito il Paese delle Meraviglie. L'occhio continua ad essere stuzzicato da questi cromatismi forti e splendenti sopratutto se li si confrontano con il bianco e nero iniziale, quando la storia è ancora in Kansas.
All'arrivo di Oz in quello che sembra il mondo a lui destinato secondo un'antica profezia, noi come lui rimaniamo incantati e finiamo per esserlo ancora di più nel vedere la città di Smeraldo e le due sorelle streghe che la abitano.
Da qui la storia prosegue con inganni e doppi giochi tra streghe buone e streghe cattive che mettono alla prova il coraggio e l'astuzia del mago e che ci porteranno alla battaglia finale ricca di colpi di scena.


Il film, forse già dalla trama, sembra essere declinato ad un pubblico infantile, con battute e freni tirati per non andare troppo oltre. Agli adulti restano da gustare le bellezze delle donne protagoniste e qualche frecciatina tra loro e il mago, mentre il tutto si intinge in quella melassa di buonismo da favola che culmina, ovviamente, nel finale.
La recitazione sopra le righe e piena di stile farsesco strizza infatti l'occhio allo spettatore per rendere la visione più scorrevole e invitante ma finisce presto per stancare, con quegli sguardi e quei sorrisi forzatamente finti che Franco propone di continuo. La presenza di più spalle comiche invece funziona, ma anche qui la ripetizione sembra farla da padrone  e la piccola scimmia Finley ("interpretata" da Zach Braff, finalmente ritornato sul grande schermo) fa sorridere fino ad un certo punto.
Il problema sembrano quindi essere i tempi troppo dilatati, anche la battaglia finale perde di efficacia per la sua durata e visto che il film -targato Disney, ricordo- arriva a durare 130 minuti forse qualche taglio lo si poteva anche fare.
Certo, vedere come tutta la magia che porterà Dorothy in quel mondo è stata costruita, è affascinante ma a divertirsi sono più i bambini, mentre per noi poveri adulti si fa sentire ancora una volta quella sensazione di una grande possibilità sprecata.



25 marzo 2013

Liebster Award - Parte Seconda

A quanto pare il Liebster ha proprio preso piede! Come la più antica delle catene di Sant'Antonio prolifera fra i vari blog ed è così che mi ritrovo con altri 3 4 premi in saccoccia!
Visto che i miei di premi li ho già fatti qui, e ho pure detto 11 cose di me come prevede il regolamento, non mi resta che rispondere alle domande fattemi in seguito.

Domande di Arwen Lynch:

1) Perchè sei presente sul web attraverso un blog? Cerchi la notorietà?
No, cerco un angolo in cui dire la mia ed esportare il buon cinema!

2) Quale film metteresti nell'olimpo e quale butteresti dalla torre?
Nell'olimpo, una tra tanti, Eternal Sunshine of the spotless mind. Dalla torre tanti, direi Cosmopolis, l'ultimo in ordine di tempo ad avermi innervosito fino al midollo.

3) Il regista che hai amato e che ora non ti piace più perchè ti ha delusa?
Vorrei dire Tim Burton ma con Frankenweenie e il video dei The killers ha riaccesso le mie speranze...

4) La musica che ami ti ha influenzato nella vita?
Ovviamente!

5) Le tre cose fondamentali senza le quali non potresti vivere (spiegane il motivo)?
I miei animali perchè sono coccolosamente unici, i miei libri perchè mi fanno vivere altre vite e il cinema che è un' ottima fuga dalla realtà.

6) Il tuo piatto preferito?
Il pasticcio della nonna :)

7) Qual è l'errore che hai fatto e che ti sei pentito all'ultimo di aver fatto quella scelta che ti ha portato a sbagliare?
Sono ancora giovane per i rimpianti.

8) Qual è stata la cosa più trasgressiva che hai fatto?
La mia ansia non mi permette di essere ribelle come vorrei... credo che da piccola scappare in granaio fosse molto trasgressivo!

9) Qual è la cosa che ti rende più felice? E quale la più triste?
Il mio giovine e la paura di non riuscire a fare quello che vorrei.

10) Il politico che ti fa incazzare di più qual è? E perchè?
Silvio. Perchè è Silvio.

11) Faresti un video cantando a squarciagola la tua canzone preferita postandola su youtube?
No, ho una reputazione da difendere!

Domande di Valentina Orsini:

1) Come ti è venuto in mente di aprire questo blog?
Gli amici chiedevano sempre consigli su che film vedere e io avevo bisogno di uno spazio mio dove scrivere e dove poter dare consigli.

2) La prima cosa che ti viene in mente se dico excelsior?
Un hotel di Venezia, anche se forse non è proprio il nome esatto...

3) Cinema è...?
Passione!

4) Il film che vedresti per il resto della tua vita senza intervalli e senza poter mai abbassare il volume?
The eternal sunshine of the spotless mind

5) Se potessi dire qualcosa al tuo regista o attore preferito, cosa gli diresti?
... credo che rimarrei senza parole, gli stringerei la mano con un sorriso!

6) Il concerto più bello della tua vita?
Non sono molto tipa da concerti... Ne ho pochi in lista ma quello dei Mumford & sons -l'ultimo- mi ha emozionato davvero tanto!

7) La canzone più brutta che ti è capitato di ascoltare in radio mentre eri in macchina?
Una a caso di Rihanna.

8) Se la tua vita avesse una colonna sonora, quale sarebbe?
Quella de Il favoloso mondo di Amelie.

9) Volere è potere, ci credi?
Voglio crederci!

10) La recensione più bella che hai scritto e di cui vai particolarmente fiero/a?
Non sa/Non risponde

11) Ora che sei sfinito/a per tutto ciò che ti ho costretto a fare, puoi anche dirmi tutto quello che ti passa per la testa.
Sono indecisa se guardare già la puntata di The walking dead o aspettare stasera... quanto ci metterò a finire di rispondere?

Domande di Bradipo:

1) Perchè hai avuto in mente di aprire un blog? Non potevi drogarti o ubriacarti come fanno tutti gli altri?
La droga fa male, l'alcool non lo reggo... dovevo pur sfogare le mie velleità artistiche da qualche parte, no?

2) Il tuo umore è mai influenzato dalle statistiche del tuo blog?
A volte sì, lo ammetto.

3) Con quale attività paghi le bollette e quale lavoro avresti voluto fare?
Per ancora qualche settimana alle bollette ci pensa mammà, però mi sostengo da sola dipingendo ceramica (nella barra a destra potete vedere i risultati).

4) La tua più grande paura?
Le lucertole, mi terrorizzano... devo aver avuto un trauma infantile.

5) Il disco, il film e il libro che ti porteresti sull'isola deserta.
Ok computer dei Radiohead, Eternal sunshine of the spotless mind, L'insostenibile leggerezza dell'essere.

6) Sempre a proposito di isola deserta, con chi ci vorresti trascorrere qualche mese, giusto per conoscersi meglio?
David Bowie, credo ne avrebbe di storie da raccontarmi!

7) Il tuo sogno irrealizzabile?
Riuscirò a realizzare tutti i miei sogni (a partire dal vincere una lotteria per poterlo fare)!

8) Se tu fossi un politico e ne avessi il potere che cosa faresti come prima cosa?
Manderei a casa tutti i miei colleghi.

9) Un film che ti sei sempre ripromesso di vedere e invece non lo hai mai fatto?
Metropolis. Ci ho provato. Davvero.

10) Il film che avresti voluto vedere ma non è mai stato realizzato?
Il Napoleone di Kubrick, chissà come sarebbe stato...

11) A quale regista proporresti una sceneggiatura scritta di tuo pugno e perchè( non vale dire perchè lo adoro come regista)?
A Terrence Malick. Nella mia mente la mia sceneggiatura nel cassetto sarebbe perfetta con la sua visione della natura...

Domande di Frank:

1) Quante volte al giorno è bene mangiare frutta fresca? E quella secca?
Tra frutta (compresa anche quella secca immagino) e verdura dovrebbero essere 5 volte al giorno... così solitamente dice Costume & Società del TG2.

2) Tra il dire e il fare c'è di mezzo?
E il.

3) Qual è quella canzone che ti fa cambiare stazione (o canale) appena la senti?
Una qualunque di Rihanna (si è capito che non la sopporto?)

4) Qual è un film che ami ma di cui ti vergogni?
Armageddon, già.

5) Qual è un libro che non hai mai finito di leggere?
Anna Karenina. Una volta morta lei (scusate lo spoiler) non ho più letto la parte finale sulla campagna.

6) Qual è la parolaccia che dici più spesso?
Non sono tanto volgare. "Cazzo" però ci sta spesso e volentieri.

7) Mi suggeriresti una domanda da farti?
Perchè vuoi farmi una domanda?

8) Quante domande mancano alla fine di questa stupida intervista?
Pare 3 ancora...

9) Preferisci il mare o la montagna?
Il mare, troppa montagna quand'ero piccola.

10) Qual è il gruppo o il cantante più sottovalutato nella storia della musica?
Va bene se dico ancora Rihanna, non ho più la forza di pensare lucidamente alla storia della musica...

11) Qual è il film di cui vorresti essere il protagonista e perché?
Il favoloso mondo di Amelie, perchè sarei tanto carina e troverei l'amore!

Domande di Nico Donvito:

1) Venderesti il tuo blog per 1000 euro?
Per così poco, no.

2) Cerchi di scoprire l'identità di un tuo un ex follower, che ormai non segue più il tuo blog?
Ogni tanto mi accorgo che qualcuno si toglie ma sono abbastanza smemorata da non capire chi possa essere...

3) Restando sulla stessa domanda. Se scopri chi è il farabutto, smetti di seguire anche tu il suo blog?
No, seguo chi mi interessa!

4) Hai come follower un regista/attore/scrittore, ma il suo ultimo lavoro non ti è piaciuto. Cosa scriveresti nella recensione?
Purtroppo no, nemmeno su twitter, sob.

5) Prima dell'apertura del tuo blog, seguivi gli altri blog?
In tutta sincerità, no.

6) Se tutti i blogger di una determinata categoria creassero un blog unico, diventerebbero milionari?
Dubito fortemente.

7) Il tuo peccato capitale?
Accidia.

8) Se fossi un serial killer come uccideresti le tue vittime?
Da donna, veleno!

9) Sei in una casa isolata in cui sono morti dei bambini. Indaghi o scappi?
Scappo (e non al piano di sopra)!

10) Sei l'unico sopravvissuto. Ricerchi altri esseri umani o ti spari un colpo di pistola in testa?
Cerco altri sopravvissuti, sperando che uno di essi abbia le sembianze di Rick Grimes.

11) Ri-parteciperai ad un Liebster Award?
Ormai la cosa si dovrebbe sgonfiare, vero? vero? vero?

Biglietti, Prego! - Boxoffice del Weekend

Il primo weekend di primavera non è stato il migliore a livello di meteo. Ecco quindi che in molti con pargoli annessi si sono spinti al cinema e il podio del boxoffice si compone così di 3 film a target famigliare. Subito dietro al terzetto si apposta invece il ritorno alla commedia di Almodovar mentre in quinta posizione l'horror La madre. A seguire, punti fissi ormai della classifica, da Il lato positivo -3 settimane- a Educazione Siberiana -4 settimane- fino a Amiche da morire -3 settimane-. Scivola, fortunatamente, subito giù Raoul Bova padre che lo scorso lunedì aveva la medaglia d'argento.
Ecco i dettagli:

1° I Croods
week-end € 3.001.609 (totale: 3.001.609)

2° Buongiorno Presidente
week-end € 2.433.418 (totale: 2.433.418)

3° Il grande e potente Oz
week-end € 923.474 (totale: 7.067.089)

4° Amanti Passeggeri
week-end € 900.146 (totale: 900.146)

5° La madre
week-end € 865.560 (totale: 865.560)

6° Il lato positivo
week-end € 671.637 (totale: 3.590.001)

7° La Frode
week-end € 611.640 (totale: 1.683.210)

8° Buongiorno Papà
week-end € 544.056 (totale: 1.890.785)

9° Educazione siberiana
week-end € 225.019 (totale: 4.046.980)

10° Amiche da morire
week-end € 204.530 (totale: 1.704.617

24 marzo 2013

Rumors Has It - News dal mondo del cinema

Dopo un sabato con la connessione a singhiozzi -motivo per cui ho ritardato tanto a rispondere ai vari commenti- tornano le news! Abbondanti come la pioggia che imperversa fuori, di rumors ce ne sono a non finire!

Di lui si parla quasi ogni domenica, e forse anche per questo Ryan Gosling ha deciso di prendersi una pausa. Richiestissimo nei set, l'attore ha infatti dichiarato "Ho perso la prospettiva su quel che faccio. Credo che per me sia un bene prendermi una pausa e rivalutare perché lo faccio e come lo faccio. Penso anche che probabilmente sia un ottimo modo per imparare qualcosa in merito. Ho bisogno di prendermi una pausa da me stesso almeno quanto penso ne abbia il pubblico". Dopo DiCaprio, insomma, in molti preferiscono tirare un po' il fiato!

Avevamo parlato di un suo ritorno alle scene qualche settimana fa, e ora gli impegni per Kate Winslet si accumulano! L'attrice è infatti parte di quello che potrebbe essere un franchise stile Hunger Games, Divergent sarà infatti diretto da Neil Burger ed è tratto dal romanzo Young Adult di Veronica Roth. Le riprese inizieranno solo fra un mese.

Instancabile anche il premio Oscar Ben Affleck! Dopo la vittoria con Argo, il regista è già impegnato nella trasposizione del romanzo di Dennis Lehane Live by Night. Ma i suoi impegni non finiscono qui, perchè per è già in lavorazione un altro adattamento, quello di Bunker Hill: A City, A Siege, A Revolution scritto da Nathaniel Philbrick. Incentrato sulla battaglia che portò nel 1775 la Rivoluzione Americana contro gli Inglesi, vede alla sceneggiatura Chris Terrio, vincitore dell'Oscar proprio con Argo.

Un altro sceneggiatore sta invece crescendo! Se Wentoworth Miller è conosciuto ai più come il bellissimo protagonista di Prison Break, sappiate che l'attore ha abbandonato questa carriera per cimentarsi con la scrittura! Il suo esordio è il già acclamatissimo Stoker, che presto arriverà nelle sale italiane sotto la regia di Chan-wook Park e con Nicole Kidman e Mia Wasikowska protagoniste. Già un altro progetto è nelle sue mani: quello dell'adattamento del romanzo di Richard Parker intitolato Scare Me, un thiller con i fiocchi in cui il protagonista è un uomo qualunque a cui viene aperto un sito internet dove 9 case sono fotografate, in ognuna di queste si compirà un omicidio e starà a lui fermare la sequela di sangue.


Solitamente per i biopic si aspetta che il protagonista muoia. Non è così per Elton John che per paura di vedere stravolta la storia della sua vita ha deciso anzitempo di produrla e sceglierne i realizzatori. Rocket Man sarà una visione fantastica e non lineare della sua storia da bambino prodigio a star della musica leggera, e, per dirigerla, il cantante ha scelto Michael Gracey, regista pubblicitario ed effettista speciale mentre alla sceneggiatura è Lee Hall. Attesa per i nomi degli attori, invece.


Rumors non ancora fondati per quello che dovrebbe essere il nuovo film di Guy Ritchie. Il regista inglese è dal 2011 impegnato per la trasposizione della serie televisiva sulla guerra fredda The Man From U.N.C.L.E., il cui protagonista potrebbe essere niente meno che Tom Cruise. Nulla è confermato, e dopo gli anni di silenzio sul progetto (passato anche tra le mani di Steven Soderberg) si attendono sicurezze!

I rumors si susseguono senza sosta. E' bastata una semplice frase durante un'intervista per scatenare il web! Tim Roth si è lasciato sfuggire un futuro incontro con il fidato Quentin Tarantino che già si ipotizza una nuova collaborazione tra i due per il prossimo film del regista. Che sia per la parte finale della trilogia della vendetta (composta da Bastardi senza gloria e Django Unchained) o per altro, poco importa, il loro ritorno al lavoro -dopo Four Rooms, Pulp Fiction e Le Iene- fa già ben sperare!

23 marzo 2013

Torta Cioccolato & Mandorle

Il Fabbricatorte

La primavera è arrivata ma non per questo le giornate si sono fatte più caldi. Anzi, a tiepide giornate soleggiate continuano ad alternarsi giorni uggiosi e piovosi, perché non coccolarsi con un bel dolce di quelli caserecci?
Il suddetto è perfetto per iniziare la meglio la colazione ma anche un ottimo spuntino di metà giornata!


INGREDIENTI
3 uova
300g di farina
200g di zucchero
1 bicchiere di latte
1 bicchiere di olio di semi
1 bustina di lievito
Scorza di limone
Sale
30g di cacao amaro
100g di cioccolato fondente (a gocce o da spezzettare)
50g di mandorle

Iniziare a lavorare l’impasto unendo, come sempre, uova e zucchero, aggiungendo poi il latte e l’olio e infine la farina.
Una volta che il composto è ben omogeneo e spumoso, unire il lievito, la scorza del limone e il sale. Concludere aggiungendo anche il cacao.

A parte tagliare a pezzettini la barretta di cioccolato (o in alternativa usare le gocce già pronte) e le mandorle sgusciate e senza la pellicina scura.
Per dare più sapore al dolce, consiglio di tostare leggermente le mandorle in modo da renderle più gustose.
Unire i due ingredienti all’impasto, mescolare bene e stendere su una teglia imburrata.
A questo punto, mettere in forno per 30 minuti a 180° e… Buon Appetito!


22 marzo 2013

Girls - Seconda Stagione

Quando i film si fanno ad episodi.

Avevamo lasciato le girls in situazioni anomale, tra amicizie rotte, rapporti amorosi troncati e matrimoni improvvisi.
Le ritroviamo diverse, senza quella freschezza che le aveva accompagnate nella prima stagione ma non per questo più mature.
Con l'esplosione della serie che ha da subito preso l'etichetta di cult, grazie al ritmo e all'originalità indie del suo soggetto che mostra senza filtri la vera generazione americana, allo sbando e senza idee chiare, il peso per una seconda stagione allo stesso livello della prima dev'essere stato difficile da sopportare.


Lena Dunham se la cava in parte. Le girls sono infatti cambiate, distanti tra loro e dal rapporto speciale di amicizia che le univa, con Hannah che si fa sempre più sola e egoista, rasentando la follia con il ritorno un po' forzato della sua mania ossessiva-compulsiva, e con Marnie che irrita per la sua perfezione, e rimanere senza ragazzo e senza lavoro di certo non l'aiuta. A fare da contorno, ancora una volta, una Shoshanna sempre più buffa e borderline e lo spirito libero di Jessa, fin troppo libero.
Se le ragazze si allontanano quindi dai modi e dal carattere che le avevano rese così uniche, lo stesso non si può dire dei ragazzi.
La serie si salva, paradossalmente visto il titolo, grazie al suo lato maschile. Adam diventa un idolo assoluto, uno di quei personaggi che oscillano in continuazione tra il genio e la follia, con i suoi modi di fare animaleschi e dolci, con le sue perversioni e con il suo romanticismo. Charlie si reinventa, diventando più carino ma anche un po' più presente, e se poco dura il divertentissimo Elijah, più spazio è dedicato al maturo Ray, che in duo con Adam regala uno splendido episodio.


Il problema sta forse nel livello altalenante di questa stagione, che regala momenti magici e surreali per poi abbandonarsi in se stessa. Per quanto a suo modo poetico, il quinto episodio in cui solo Hannah appare  risulta privo di continuazione, così come quello in cui si conosce la famiglia di Jessa.
A funzionare sembrano essere le sceneggiature in cui Lena Dunham si limita a recitare, lasciando ad altri anche la regia.
L'aura di cult si appanna un po', quindi, ma non troppo. Non vanno dimenticate, infatti, le canzoni super indie e super top sempre presenti (Girls ha battuto Glee per la sua influenza nella classifica di Itunes) e quel finale che sistema le cose, facendo tornare tutto nei suoi binari, grazie a un po' più di romanticismo e un po' più di Adam!


21 marzo 2013

Liebster Award - I magnifici 11

Oggi è stata una splendida giornata di sole, finalmente la primavera sembra essere arrivata davvero (e non solo calendariamente parlando) e come poteva migliorare ancora di più la giornata?
Semplice, ricevendo un (spero meritato) premio!
A consegnarmelo è stata Sailor Fede, che ringrazio fin da subito così chi ha inventato le regole di questa nuova amatissima catena non ne risente.
Grazie quindi, mia cara blogger!



Come funziona il Liebster Award?
Tutto ruota attorno al numero 11 ( e mi va anche bene perchè rientra in quei numeri che un giorno mi deciderò a giocare al lotto e che mi faranno vincere!), ecco le regole:

- ringraziare chi ha assegnato il premio citandolo nel post
- rispondere alle undici domande poste dal blog che ti ha premiato.
- scrivere undici cose su di te.
- premiare undici blog che hanno meno di 200 followers.
- formulare altre undici domande a cui dovranno rispondere gli altri blogger.
- informare i blog del premio.

Bando alle ciance, rispondo subito alle domande che la Sailor mi ha posto:

1. Nel bene o nel male, qual è l'ultimo film che hai visto (cinema/tv/streaming/...)?
Visto che nella settimana mi sono recuperata un po' di serie TV tralasciate, l'ultimo risale a domenica visto per celebrare il Bruce Willis Day: La morte ti fa bella.

2. Nel bene o nel male, qual è l'ultima canzone che hai ascolato (radio/cd/stereo/dalla tv,...)?
Arrivando a casa in auto mi sono beccata l'ultima degli Skunk Anansis su Virgin Radio (la novità più forte della settimana, dicono)

3. Nel bene o nel male, qual è l'ultimo fumetto che hai letto (tuo o prestato o tramite scan)?
Eh, qui devo riandare ai tempi del liceo... credo Video Girl Ai, non ne ho letti molti di fumetti ma questo lo avrò riletto non so quante volte finendo sempre in lacrime!

4. Nel bene o nel male, qual è l'ultimo libro che hai letto (tuo o prestato o tramite scan)?
Letto nel senso di finito Chiedi alla polvere di John Fante (molto bello!), letto nel senso di qualche pagina La statua di sale di Gore Vidal (già meraviglioso!)

5. Nel bene o nel male, qual è l'ultimo video su Youtube che hai visto?
Oggi mi sono rivista un pezzo di un episodio di Friends visto ieri sera che mi aveva fatto scompisciare!

6. Nel bene o nel male, cosa hai mangiato ieri a pranzo?
Ieri... uhm... Risotto con le zucchine!

7. Nel bene o nel male, qual è l'ultima notizia che hai ascoltato o letto (quotidiano, online, radio, blog, tv, ...)?
Quale potrebbe essere se non la crisi del governo e tutti i signori in udienza da Napolitano!?

8. Nel bene o nel male, cosa hai pensato stamattina quando ti sei visto/a allo specchio?
Maledetto brufolo, resisterò alla tentazione di schiacciarti!

9. Nel bene o nel male, cosa ne pensi del nuovo papa?
Visti i miei sentimenti verso la Chiesa in generale, non provo l'entusiasmo generale che si sente in giro né mi accanisco sul suo passato oscuro... tiepida indifferenza, direi.

10. Nel bene o nel male, cosa ti aspetti dal nuovo governo?
Che almeno si formi!

11. Nel bene o nel male, qual è la situazione metereologica nel tuo paese/città?
Oggi una meravigliosa giornata primaverile!


11 cose su di me:

1. Mi ero riproposta di tornare a correre in Marzo.
2. Mi ero riproposta di andare a correre con la primavera
3. Devo ancora iniziare a correre
4. Sono una gattara incurabile.
5. Credo di avere un principio di mania ossessiva-compulsiva.
6. Amo la Francia e i francesi.
7. Non guardo film di cui ho letto il libro.
8. I titoli di testa sono sacri.
9. Sto per andare a convivere.
10. Dipingo ceramica per sopravvivere.
11. Sono felice.

Bene, ora è il grande momento dei miei premiati... rullo di tamburi....

Anna Valastro - per le sue foto meravigliose e perchè la conosco da quando eravamo piccine

I cineuforici - Perchè Mattia è l'unico bloggher che ho conosciuto di persona mentre con Stefano si aprono sempre dei dibattiti costruttivi

Cooking Moovies - Per la bellissima idea di comparare film e cibi, e per le ricette golosissime che propone

Componente Instabile - Per avermi premiata e per la semplicità positiva del suo blog!

Viaggiando (meno) - Per il suo stile diretto di dire le cose, e la sua capacità di sintesi

Recensioni Ribelli - Perchè in poco tempo è diventato un commentatore assiduo qui

Luca Lorenzon - Per il suo fare a volte un po' polemico che apre i miei orizzonti

Cinquecento film insieme - Per il nome della sua creatrice, tosto tosto tosto!

Il Bollalmanacco - Per i suoi post enciclopedici sempre belli e utili da leggere

Violet - Perché anche se nuova mi piace molto, e su twitter mi informa su tutte quelle serie che DEVO vedere!

Frank Manila - Per aver avuto il coraggio di creare il Nicolas Cage Day e di formare il piccolo conclave mensile successivo!


Ora la palla balza a voi, sarò buona e breve perché mi sono dilungata parecchio.
Ecco le domande a cui dovrete rispondere:

1. Ultimo film visto?
2. La serie che più avete amato e che ora vi manca?
3. Il personaggio filmico che più vi rappresenta?
4. Quello telefilmico invece?
5. Cosa volevate fare da grandi?
6. La canzone che avete bisogno di sentire per sentirvi meglio?
7. Quella che più vi vergognate di amare?
8. Il film che tutti reputano un capolavoro ma che voi ritenete una cag*** pazzesca?
9. Un film che è una cag*** pazzesca ma che a voi piace tanto lo stesso?
10. Il film da tutti ritenuto un pilastro del cinema ma che non avete ancora visto?
11. Come stai?

Bien, ho fatto tutto!
Passo e chiudo.

Silenzio in Sala - Le Nuove Uscite al Cinema

Se la scorsa settimana è stata parecchio fiacca di nuove uscite interessanti, questa ha il merito del dubbio. I film che saranno da oggi in sala sembrerebbero validi sulla carta ma non del tutto convincenti a ben guardare. Ai posteri l'ardua sentenza, ecco comunque su cosa scommettere:

Gli amanti passeggeri 
Dopo la pausa drammatica di La pelle che abito, Pedro Almodòvar torna ai classici toni della commedia a cui tanto deve. Il suo nuovo film è ambientato all'interno di un aereo di linea costretto a girare sopra l'aeroporto di Toledo in attesa di atterrare. A vegliare sui passeggeri, hostess e piloti particolari, con i loro vizi e le loro virtù. Cast corale dove spiccano gli aficionados  Antonio Banderas e Penelope Cruz.




La madre 
Guillermo del Toro produce, Jessica Chastain interpreta. Potrebbero bastare questi due nomi per andare a vedere un horror non troppo originale (due bambine si salvano dalla strage della loro famiglia e tornano dopo 5 anni vissuti chissà dove a vivere con gli zii) dove misteriose presenze fanno saltare sulla poltrona.





L'amore inatteso 
Arriva in Italia dopo 2 anni, questo film francese. Il motivo non è chiaro, forse risiede nella trama visto che il protagonista, inizialmente diffidente, intraprende un'educazione religiosa all'oscuro da tutti, cambiando così i rapporti altalenanti con il figlio e con il padre. Che l'entusiasmo generale per il nuovo papa c'entri qualcosa?

Benvenuto Presidente 
I titolisti italiani spiccano per la loro originalità, cercando di attirare il pubblico verso il nuovo film di Claudio Bisio immergendolo nel filone dei "Benvenuto". La storia è quella di un uomo qualunque che diventa all'improvviso Presidente della Repubblica solo grazie al suo nome -Giuseppe Garibaldi. La nuova vita non sarà fatta solo di facilitazioni e la liason che nasce con la segreteria -Kasia Smutniak- non aiuterà. Visto il clima politico attuale, riderci sopra non basta più.




I Croods
Dalla Dreamworks ci si possono aspettare ingenuità da blockbuster o grandi capolavori. Questa nuova produzione ambientata nella preistoria che si sofferma sui più classici problemi dell'adolescenza, oscilla tra le due possibilità viste le battute scontate del trailer ma la presenza di Chris Sanders (Dragon Trainer) alla regia.






Mea Maxima Culpa
L'entusiasmo alle stelle per il nuovo pontefice rischia di lasciare ancora più a lungo in ombra le colpe di questa Chiesa. Primo fra tutti la pedofilia rimasta impunita. Il regista Alex Gibney partendo da quattro vittime degli abusi di Padre Lawrence Murphy -direttore della St. John's School di Milwaukee- indaga anche sugli scandali esplosi e messi a tacere in Europa. Per non dimenticare e aprire gli occhi

20 marzo 2013

Noi Siamo Infinito

Andiamo al Cinema (in ritardo).

Credo siano in pochi quelli che possono affermare di aver avuto un'adolescenza facile. Probabilmente anche i più fichi della scuola avevano le loro paturnie, e nessuno viene escluso dalla sindrome di ribellione e depressione così tipica di quegli anni.
Pochi film sono riusciti a mostrarci in modo diretto e senza filtri quegli anni, senza lasciarsi andare a facili commedie becere (vedi American Pie e i suoi successori), tra queste spicca ovviamente Breakfast Club che riuscì a condensare musica, stile e carattere di un'intera generazione allo sbando degli anni '80.
Con il passare degli anni il tema scuola è passato in secondo piano, tra chi si focalizzava sulle figure degli insegnanti (L'attimo fuggente ha fatto scuola) o sull'amore zuccheroso di quell'età.
A scuotere questo torpore ci pensa però Noi siamo infinito.


Tratto dall'omonimo libro scritto ancora nel 1999 da Stephen Chbosky che ha deciso poi di trarne un film, la storia si incentra non solo sul protagonista Charlie e i suoi traumi da superare, ma ci mostra quell'amicizia speciale che solo nell'adolescenza si può trovare.
Charlie ha infatti perso il suo migliore amico nel peggiore dei modi, e ora che entra come matricola al liceo sa che dovrà affrontare l'ostacolo più grande per rimettersi in sella: se stesso. Fortunatamente non tutti sono legati alla loro immagine e lo evitano per non sembrare patetici, c'è anche chi se ne frega delle etichette e lo avvicina senza pregiudizi. Un po' per caso, un po' per desiderio Charlie conosce infatti Sam e Patrick, sorellastra e fratellastro, e entra nel loro circolo magico fatto di musicassette da scambiarsi e party alternativi a cui partecipare.
Il film non si ferma però sulla rinascita di Charlie, sul suo rendersi conto delle proprie potenzialità -grazie anche ad un professore modello come Paul Rudd- né sulla nascita, problematica, dell'amore per Sam. Perché Charlie ha altri traumi da dover affrontare, e saranno quelli più difficili, quelli con lo costringeranno a fare davvero i conti con il suo passato.


Ambientato nei mitici anni '90, Noi siamo infinito ha la marcia in più grazie alla splendida colonna sonora. Da Heroes di Bowie -che i protagonisti cercano e non trovano nelle loro compilation- a Sonic Youth e The Smiths, tutte le canzoni segnano in modo degno le vite e le vicende dei giovani. Che dire poi dell'idea di far loro rifare, in varie serate, Rocky Horror Picture Show, come omaggio sentito ma anche come divertissement?
Oltre alla musica, però, c'è di più. Perché se già il film riesce a immergere alla perfezione in anni così turbolenti, gli attori riescono ad incarnare quei tumulti e quell'inadeguatezza tipica dell'adolescenza. Il protagonista Logan Lerman convince -non del tutto nei momenti di ubriachezza ma gli si possono perdonare- ma sono i suoi comprimari a spiccare. Dapprima la bella e ormai ex Hermione EmmaWatts che incanta per la sua dolcezza e il suo candore, poi Ezra Miller che regala un'altra alta performance dopo ...E ora parliamo di Kevin, che con il suo Patrick si lascia andare ad un'interpretazione per nulla stereotipata e assolutamente grande.
I tre danno così vita ad un film che va oltre all'etichetta "generazionale", che regala lacrime e sorrisi nel mostrare quanto forti e quanto fragili ognuno di noi, a proprio modo, è stato.



19 marzo 2013

Bruce Willis Day - La Morte ti fa Bella

Dalle menti che per gennaio hanno partorito il Nicolas Cage Day e che a febbraio hanno sfornato il John Travolta Day, ecco arrivare per marzo... il Bruce Willis Day!


Per celebrare cotanto attore avrei voluto scegliere quel film che, ora lo posso gridare senza vergogna, negli anni della gioventù e della mia mancanza di cultura cinematografica proclamavo come il mio preferito: Armageddon! Sì, riuniva romanticismo, azione, un bel fustacchione come Ben Affleck a dosi di umorismo ammerigghano concludendosi con un finale strappalacrime... come potevo non amarlo?
Grazie al cielo con gli anni e l'educazione sono rinsavita giungendo ai lidi del vero Cinema.
Visto che però Armageddon era già stato preso, ho optato per un film che mi ricorda l'infanzia, la cui pubblicità ogni volta mi incantava facendomi presagire un film divertente.... chissà perchè non sono mai riuscita a vederlo, ma per Bruce l'ho recuperato più che volentieri in questi giorni così da festeggiarlo come si deve!


Credo che l'unica parole che ben può descrivere La morte ti fa bella sia TRASH. Ma non è quel trash che puzza, che disturba e che non si fa vedere, è quel trash pallettoso che diverte e fa ridere, non a caso a firmare la regia è Robert Zemeckis.
Già il fatto che il nostro Bruce sia conteso da donne come Goldie Hawn e Meryl Streep fa riflettere (e sì, va bene, è stato sposato con Demi Moore, mica niente, però è anche stato mollato per un giovincello...) soprattutto perché qui con quei capelli in prossimità di calvizia, quegli occhiali molto nerd -prima che lo stile nerd fosse di moda- e la goffaggine non pare proprio il più attraente degli uomini che le signore si possano contendere.
Tant'è comunque che la Streep, attricetta di musical, soffia tanto per cambiare l'uomo alla Hawn, facendola cadere nella classica sindrome di zitella con tanto di gelati a non finire con cui ingozzarsi in una casa carica di gatti. La salvezza arriverà con la vendetta, una vendetta che non servirebbe poi tanto visto che nei 14 anni di matrimonio Bruce è finito dalle stelle alle stalle (da chirurgo rinomato a beccamorto truccatore) e sempre più dedito all'alcool, mentre la Streep vede il suo corpo cedere all'età e si concede più di qualche amante e di operazioni estetiche. La Hawn ne è però all'oscuro e decide di iniziare invitando i due alla presentazione del suo libro mostrando così una forma e un look invidiabili.
Questo è però solo l'inizio perché l'omicidio perfetto è il finale che la Hawn si prefigge. Peccato che avere a che fare con il genio vanitoso della Streep e con l'impacciato Bruce, il piano rischia proprio di inabissarsi. Sì, perché a scompigliare tutto ci pensa anche una misteriosa e affascinante Isabella Rossellini che ben porta i suoi 71 anni grazie a un prodigio della scienza e della magia che promette l'eterna giovinezza. E quando si dice eterna, è proprio eterna (chiedetelo a Andy Warhol, Marilyn o a James Dean)!
Le pieghe dello trama toccano qui i vertici del trash con effetti speciali davvero speciali vista l'epoca che non solo sorprendono (non a caso hanno vinto l'Oscar) ma fanno ben ridere provocando un effetto comico inatteso. Colli che si spezzano, buchi allo stomaco e randellate varie che finiranno per unire le due (ormai ex) nemiche che cercheranno insieme di tenersi strette le mani d'oro del beccamorto Bruce. In un finale che è un crescendo di trashosità, il nostro diventa un eroe capace di redimersi e di ricrearsi una vita, mostrando la retta via, i suoi veri valori e blablabla...


Festeggiano il Willis anche:

18 marzo 2013

House of Cards

Quando i film si fanno ad episodi.

Metti insieme nomi come Kevin Spacey, Robin Wright e David Fincher.
Uniscici quelli di Joel Scumacher, James Foley e soprattutto Beau Willow, più una spruzzata di giovani promesse come Kate Mara.
Se a farci da base metti poi il romanzo di Andrew Davies (da cui già era stata tratta una miniserie TV inglese nel 1990) che svela intrighi e scandali della Casa Bianca quello che otterrai è House of Cards.


Il telefilm fa parlare di sé già solo per il modo in cui è uscito visto che l'offerta migliore l'ha fatta la piattaforma di NetFlix che ha -rivoluzionariamente- deciso di farla uscire il telefilm tutto in un sol colpo il 1° febbraio.
Ma oltre a questa curiosità veramente atipica per un prodotto seriale che perde così della sua intrinseca natura, è la serie stessa.
I suoi personaggi, dal primo all'ultimo, presentano parecchie sfaccettature ma tutte tendono al negativo visto che i lati positivi prendono il sopravvento di tanto in tanto, ma l'antipatia regna sovrana.
Come si può infatti patteggiare per Frank Underwood, protagonista meschino, pronto a tutto per scalare internamente i vertici del potere della Casa Bianca, tra intrallazzi politici, sessuali e economici? Come si può stare dalla parte di un marito che tradisce una moglie consenziente per lavoro e che si spinge sempre più oltre la morale pubblica riuscendo di volta in volta a farla franca? E della moglie che dire? Claire è fredda e spietata quasi quanto il consorte, che tradisce a sua volta -ma forse per amore- che trova da speculare pur facendo parte di un'organizzazione no profit. A chiudere il quadretto -oltre comparse più o meno ignobili, vedi il deputato drogato e alcolizzato che si vuole redimere- Zoe Barnes, una giovane giornalista combattiva disposta a concedere le sue grazie per avere gli scoop di prima mano.
Lo scenario non è certo così distante dalla politica attuale, anzi, forse quello che davvero infastidisce è il vederlo una volta per tutte con tutte le ipocrisie del caso davanti ai nostri occhi.
Il finale aperto fa comunque sperare in un po' di giustizia dopo che, episodio dopo episodio, colpi di scena e vittorie si sono susseguite a discapito di poveri -presunti- innocenti.


Ma se già l'intricato e machiavellico piano di Frank Underwood per arrivare al cima della vetta intriga non poco, soprattutto per le svolte e le speranze mai sopite che qualcosa si intoppi, a rendere House of Cards un prodotto di tutto rispetto è la sua realizzazione.
Come detto dietro a tutto c'è lo zampino di David Fincher che firma infatti la regia di alcuni episodi per poi lasciare spazio a nomi come Joel Schumacher e James Foley. La qualità è quindi quella di un film vero e proprio, con meravigliose scelte tecniche e una fotografia a tratti così grigia e patinata da soffocare.
Il tocco in più lo dà però Kevin Spacey. Quei suoi sguardi che guardano dritti alla telecamera, a noi, ci afferrano e ci lasciano interdetti e lui gigioneggia, si fa sempre più grande, rendendosi disprezzabile ma affascinante allo stesso tempo.
La morale è altrove, qui c'è posto per cinismo e mero potere.

Biglietti, Prego!

Il fine settimana piovoso ha spinto molti al cinema e la classifica ha subito delle variazioni. Invariato il primo posto, ma le nuove uscite arrivano già al secondo grazie a Raoul Bova e la sua martellante presenza nel piccolo schermo. Al quarto Richard Gere mentre solo sul finale arrivano i due thriller Sinister e Dead man Down.
Il cinema italiano può gioire delle sua presenza per il 50%, anche se l'unico lato davvero positivo è la salda tenuta de Il lato positivo (mi scuso per il gioco di parole).
Ecco i dettagli:

1° Il grande e potente Oz
week-end € 2.116.009 (totale: 5.701.372)

2° Buongiorno Papà
week-end € 1.059.740 (totale: 1.059.740)

3° Il lato positivo
week-end € 1.051.238 (totale: 2.658.485)

4° La Frode
week-end € 858.370 (totale: 858.370)

5° Educazione siberiana
week-end € 531.935 (totale: 3.668.082)

6° Amiche da morire
week-end € 435.063 (totale: 1.388.679)

7° Il principe abusivo
week-end € 422.791 (totale: 13.959.323)

8° Sinister
week-end € 301.647 (totale: 301.647)

9° Dead Man Down
week-end € 276.682 (totale: 276.682)

10° Ci vuole un gran fisico
week-end € 225.458 (totale: 889.611)

17 marzo 2013

Rumors Has It

In Central Perk si è fermato ieri per una meritata pausa causa concerto fiorentino dei Mumford and sons. Inutile dire quanto bello sia stato il concerto, di un'intensità e un coinvolgimento unico!
Ora però è tornato il momento del cinema, e visto che è domenica, non possono mancare le news, davvero succulente!

Attesissimi
7 novembre 2014. Segnatevi questa data perchè in quel giorno il nuovo e già fantastico film di Christopher Nolan uscirà nelle sale americane. Basato sul copione del fratello Jonathan, il Interstellar sarà un viaggio fantascientifico tra buchi neri, wormhole e paradossi temporali... può non essere attesissimo un film così?

Dovremmo invece aspettare il 2016 per vedere realizzato l'altrettanto atteso seguito di Trainspotting. Il film culto di Danny Boyle prevede non solo lo stesso regista dietro la macchina da presa ma anche di riunire tutto il cast principale, Ewan McGregor compreso. Porno si baserà ovviamente sull'omonimo romanzo di Welsch e John Hodge -fidato collaboratore di Boyle- è già al lavoro sulla sceneggiatura. Per ingannare l'attesa, a breve arriverà Trance, scritto e diretto dal duo.

Finalmente il biopic sui Queen ha un regista! E, sorpresa sorpresa, si tratta di Tom Hooper. Il regista de Il discorso del re e de Les Miserables, guiderà infatti Sacha Baron Coen nell'interpretazione di Freddie Mercury. La scelta nonostante qualche perplessità, fa ben sperare viste le doti artigiane di Hooper. Uscita prevista per i primi mesi del 2014.

Gente che dice no
Rachel Weisz sta avendo un periodo no. La signora Craig è infatti uscita dal cast di Map to the stars di Cronenberg dove divideva la scena con Robert Pattinson e Viggo Mortensen senza dare motivazioni alla stampa e si è vista tagliare da To the wonder -il film di Malick- tutte le scene girate. L'attrice si può consolare con lo strepitoso successo de Il mago di Oz, almeno!

Anche Emma Watson rifiuta ruoli allettanti. L'attrice che ha conquistato pubblico e critica in Noi siamo infinito ha infatti rifiutato a vestire i panni di Cenerentola per il film della Disney diretto da Kenneth Branaghan ed è uscita anche dal cast di Your voice in my head, dove doveva affiancare Stanley Tucci diretta da David Yates. A sostituirla in quest'ultimo caso sarà la più matura Emily Blunt, mentre resta vacante il ruolo da principessa.
Anche la Watson ha di che consolarsi comunque, a breve uscirà The bling ring, l'ultima fatica di Sofia Coppola dove è protagonista assieme a Taissa Farmiga interpretando un gruppo di ragazze che ruba gioielli alle star di Hollywood. Tratto da una storia vera, il teaser trailer è da poco on line qui.

15 marzo 2013

Crépes Dolci

Il Fabbricatorte

Nel mio -ormai lontano- primo anno universitario ho avuto la fortuna di dividere la stanza con una ragazza francese. Oltre a lasciarmi bellissimi ricordi, mi ha dato anche la sua originale ricetta per cucinare uno dei miei piatti preferiti in assoluto: le crépes! Con la nutella, con la marmellata, in mille varianti dolci è sempre perfetta come merenda o come post cena!

INGREDIENTI
250g di farina
3 uova
1/2l di latte
1 pizzico di sale
3 cucchiai di olio d'oliva
50g di zucchero



PROCEDIMENTO

In semplicità, mescolare assieme le uova e lo zucchero. Aggiungere poi il pizzico di sale e l'olio e poco alla volta incorporare la farina. Infine versare il latte e mescolare per bene anche con lo sbattitore in modo che non ci siano grumi.

Mettere a scaldare una padella e per evitare che la crépe si attacchi oliare leggermente. Versata una piccola parte di impasto, cuocere da entrambi i lati, scegliere con fantasia come condirla e... Buon Appetito!


14 marzo 2013

Silenzio in Sala

Dopo settimane -facciamo anche mesi- di ottime uscite attese e da Oscar, ecco che arriva il fine settimana piatto. Niente di così interessante né di clamoroso, pellicole riempitive che possono però permettere di recuperare quanto perso finora.
Per chi volesse provarci, ecco dei consigli:

La scelta di Barbara 
Film tedesco che analizza gli anni della guerra fredda che così tanta fortuna hanno portato alla filmografia in Germania (basti pensare a Goodbye Lenin! o a Le vite degli altri). Protagonista una donna divisa dal muro dal fidanzato che spostata dalla Stasi in campagna a svolgere il medico del paese, attenderà con pazienza e in solitudine la fuga che per lei si sta organizzando.
Vedremo se come i suoi predecessori riuscirà nell'exploit.





Il figlio dell'altra 
Dalla Francia arriva invece un dramma incentrato su uno scambio in culla tra un palestinese e un israeliano. Le due famiglie, nonostante l'odio culturale, dovranno incontrarsi e decidere il da farsi, facendoci vivere una guerra formato casalingo.








La frode 
Richard Gere torna al cinema con un film di denuncia in cui interpreta un magnate finanziario con famiglia perfetta e amante annessa che in una sola sera si ritrova solo e travolto dalle accuse di frode e di omicidio. Sulla carta, uno di quelle pellicole classiche ma senza quel certo che made in Usa, con Laetita Casta, Tim Roth e Susan Sarandon a completare il cast.






Dead man Down
Primo film Hollywoodiano per il regista danese di Uomini che odiamo le donne, Dean man down si incastra alla perfezione nel genere thriller con scene di azione e di fuga e un probabile amore sullo sfondo. Protagonista un Colin Firth invischiato con una potente gang e la sua vicina francese che lo ha visto compiere un omicidio e decide di ricattarlo per fargli assassinare un pirata della strada che l'ha sfigurata. Complesso? Aggiungeteci anche che un malavitoso sta facendo fuori uomo dopo uomo la gang di Colin e lui potrebbe essere il prossimo, ed ecco un filmone american style.



Sinister
Uno scrittore in crisi creativa si trasferisce con la famiglia in una casa isolata nel bel mezzo del bosco. Idea geniale, soprattutto se in quella casa anni addietro è avvenuto un brutale omicidio e proprio su questo l'uomo vuole basare il suo nuovo romanzo. Colpi di scena e paura quasi assicurati, per un horror che vede Ethan Hawke protagonista.






W Zappatore
Tralasciando il presenzialista Raoul Bova e la sua commediucola, questa settimana il cinema italiano sorprende con un titolo metallaro. Il protagonista è infatti il chitarrista di un gruppo metal-satanista che vive in un piccolo paese in Puglia. Un giorno si sveglia con quelle che sembrano delle stigmate e con esse arriva anche la chiamata di Dio. Che fare?
Special guest: Sandra Milo!

13 marzo 2013

Habemus Papam

E' già Ieri. -2011-

La scelta, visto il giorno, risulta più banale che mai.
Ma da qualche parte ho letto che oggi è la giornata del post banale quindi direi che sono in tema!


Chissà cosa prova in questi giorni il signor Nanni Moretti? Il suo film sembra infatti descrivere alla perfezione i momenti che la Chiesa ha vissuto in questo mese, dalla rinuncia al suo ruolo di papa Ratzinger al probabile peso che i cardinali riuniti in conclave hanno dovuto sopportare e che ora, uno fra loro, porterà.
Moretti descrive tutto ciò alla perfezione, con una leggerezza non da commedia ma dei toni che riesce a incantare poco a poco, creando momenti unici.
Già dal suo inizio, con quella riunione nella Cappella Sistina in cui tutti i papabili pregano Dio che non sia il loro nome ad essere pronunciato, a quelle più assurde come il torneo di pallavolo -una delle scene indimenticabili nella filmografia del romano.
Il film prosegue poi contrapponendo da una parte la vita di clausura dei cardinali e del terapeuta Brezzi, che si dimostrano estremamente umani e deboli anche nei loro peccati, e dall'altra la crisi psicologica e spirituale del neo eletto papa che scorrazza per Roma alla ricerca del suo ruolo, incapace di accettare il peso ingombrante della nuova carica.
Michel Piccoli è un'incarnazione perfetta di questo, con i suoi modi gentili e buffi, con quello sguardo che dà intensità ai momenti più critici. Moretti è invece -come spesso succede- molto più bravo da regista che da attore, anche se qui si dimostra più a suo agio nei panni dell'(ennesimo) ruolo di psicanalista. Le sue teorie e il suo aiuto non sarà di sostegno però al papa ritroso, anzi, e nemmeno la moglie di lui -emblema della psicologia spicciola che resta ancorata a idee fisse- riuscirà in tutto nel suo intento.
Habemus Papam è tutt'altro rispetto a un film di denuncia, vengono accantonati scandali bancari, di pedofilia e quant'altro, ma viene mostrato un lato nuovo della Chiesa, a tratti buonista ma comunque sincero (si spera). Un lato umano che spesso si dimentica e un'umiltà di gesti, come quello finale, che mai come oggi fa riflettere.



La Guerra è Dichiarata

E' già Ieri. -2011-

Già per 50/50 avevo riflettuto su come il tema del cancro fosse sempre più presente tra piccolo e grande schermo. Ora che la malattia sembra essere il male del secolo dopo la depressione (anche questa spesso e volentieri visitata dai cineasti), trova nel cinema un modo di essere sdrammatizzata, di essere capita e affrontata con nuovi mezzi. La tendenza è infatti quella di parlare di cancro in modo leggero -per quanto possibile- utilizzando i toni della commedia così da poter esorcizzare un fantasma tanto spaventoso.
Ma come riuscire a fare lo stesso per un tumore -al cervello poi!- che colpisce un bambino di solo un anno? Si può davvero evitare di scadere in facili pietismi affrontando di petto la situazione?
Se a farlo è il cinema francese sì!


Capace come poche altre cinematografie nazionali di trattare temi limite in modo sublime (Quasi amici è il caso emblematico, e pure Un sapore di ruggine e ossa non è da meno), oltralpe riescono nel miracolo di fare un film non tanto leggero, ma capace di ispezionare una realtà tanto cupa e asettica in modo splendente!
Il merito va tutto a Valérie Donzelli e Jérémie Elkaïm che non solo sono regista -lei- e sceneggiatori del film, ma ne sono protagonisti nella finzione e nella vita reale. Al loro figlio, così come a Romeo e Juliette nel film, viene diagnosticato un tumore raro alla base del cervello ad un anno di vita, dando poche speranze di guarigione. Per stare accanto al piccolo e per riuscire a far fronte alle spese mediche, i genitori stessi si trasferiscono a vivere all'interno dell'ospedale, con le paure e le tensioni del caso.


Più che sulla malattia del piccolo Adam, La guerra è dichiarata si sofferma sul rapporto che intercorre tra Romeo e Juliette. Dall'amore folgorante al primo sguardo, con la consapevolezza ironica del destino che li attende visti i nomi che portano, alla difficile ricerca di un equilibrio nella precarietà di un mondo che si sgretola e li accerchia. L'ansia e la forza di lei fanno da contrappunto alla pragmaticità e alla lucidità di lui, che come un faro li riesce a guidare senza perdersi nel lungo cammino che li aspetta: scherzando, ridendo, non lasciandosi andare a piagnistei ma cercando sempre in loro l'energia necessaria.
Alla fine l'amore, quello passionale, potrà anche esaurirsi, soffocato dalla solitudine a due, ma l'Amore, quello con la A maiuscola rimane. E questo è quello che importa!
La Donzelli racconta tutto questo con grazia femminile, mescolando i momenti divertenti a quelli -tanti- più commoventi, usando voci fuori campo riassuntive, musiche adatte e facendo un buon uso della macchina da presa. Quello che ne esce è così un gran film anche da punto di vista tecnico, che nel finale, così "francese" fa sorridere tra le lacrime.


12 marzo 2013

Ruby Sparks

Andiamo al cinema (con parecchio ritardo)

L'attesa per questo film era altissima. Per chi, come me, aveva amato alla follia la folle famiglia Hoover di Little Miss Sunshine, rivedere all'azione insieme la coppia Jonathan Dayton e Valerie Faris dopo anni di attesa era una gioia ma contornata anche da quell'aurea di ansia di rimanere delusi.
Lo ha detto anche Caparezza che il secondo album  film è sempre il più difficile. E pare che i registi ne siano completamente consapevoli.


Il protagonista della storia e infatti Calvin Weir-Fields, uno scrittore che, 10 addietro, ha avuto un successo clamoroso con il suo romanzo di esordio, diventando voce di una generazione e un classico moderno, ma che è poi incappato nella classica sindrome del blocco dello scrittore non riuscendo più a sfornare nulla, se non qualche racconto o breve articolo. L'ansia di non essere all'altezza del successo avuto, dell'appellativo di genio che tutti sembrano dargli lo rende ancora più insicuro e nemmeno il suo psicologo sembra aiutarlo tanto.
Ma una notte ecco che arriva l'ispirazione, una ragazza, dalla penombra gli parla, divenendo la sua musa. Al mattino Calvin inizia così a scrivere la sognante storia d'amore con lei, ritrovando a fiducia in se stesso e nelle sue capacità, condividendo il suo entusiasmo con il fratello, unico suo amico.
Tutto bene insomma, finché una mattina, improvvisamente, tutto quello che ha scritto si trasforma in realtà. Ruby è lì, in carne e ossa, viva e reale così come Calvin l'ha immaginata.
L'iniziale incredulità/pazzia lascia subito il posto ad un piacevole sconvolgimento, in cui Calvin riesce finalmente a ritrovare l'amore. Non saranno però tutte rose e fiore, e il ragazzo lo imparerà sulla sua pelle.


La storia è quindi romantica quanto basta ma è declinata e messa in scena in un modo così speciale -in molti direbbero "in stile indie Sundance"- che ti lascia con il sorriso sulle labbra dall'inizio alla fine grazie anche ad una fotografia e una colonna sonora ineccepibili. Le due coppie reali anche nella vita Jonathan Dayton e Valerie Faris -i registi- e Paul Dano e Zoe Kazan -attori nonché sceneggiatori- collaborano alla perfezione creando un'ambiente creativo in cui i classici stereotipi dei momenti di coppia si arricchiscono di intimità.
Sebbene alcuni momenti siano tralasciabili -quello con la famiglia hippie di Calvin sembra quasi un riempitivo per quanto piacevole- Ruby Sparks si mantiene sempre nei toni frizzanti riuscendo a far superare a pieni voti la fatidica quanto temuta seconda prova.



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