4 gennaio 2014

American Hustle

Andiamo al Cinema

Ci sono registi che sembrano fare l'abbonamento agli Oscar e ai Golden Globes.
David O. Russell è sicuramente fra questi visto che con The Fighter e con Il lato positivo ha fatto incetta di nominations e -almeno nel primo caso- anche di premi.
E si appresta a fare tris anche con questo American Hustle, candidato in ben 7 categorie ai globi d'oro che si consegneranno il prossimo 12 gennaio.
Ma, c'è un ma, ed è parecchio grande.
Conosciuto per il suo carattere un po' così (scazzottate con George Clooney sul set, litigi con Dustin Hoffman..) è anche uno di quei registi che pur essendo insindacabilmente dal lato commerciale della strada hollywoodiana, si definisce "auteur" (perchè in francese suona meglio) nelle interviste e già etichetta i suoi ultimi tre film come una propria trilogia.
Tutta questa tracotanza di sé e questo essere compiaciuto, si riversa inevitabilmente nella sua ultima fatica che vede una regia fin troppo sicura e fin troppo "troppo".


Ma andiamo con ordine.
American Hustle racconta una storia in parte vera: quella di due truffatori/amanti che per evitare la prigione iniziarono a collaborare con l'FBI, permettendo così l'arresto di numerosi politici corrotti.
Nella parte dei truffatori troviamo così un'impressionantemente appesantito Christian Bale e una mai così sexy Amy Adams, e in quella dell'agente dell'FBI che li manovra un sempre sbalordito Bradley Cooper, qui però molto più convincente del solito. Attorno a loro gravitano una moglie depressa e fondamentalmente malata (la strepitosa Jennifer Lawrence) e un sindaco dalle buone intenzioni (Jeremy Renner), più un boss malavitoso (un invecchiato Robert De Niro) che rischia di far scoppiare tutto il piano di doppi giochi e camuffamenti.
Inutile dire che con un cast del genere si assiste ad una vera e propria gara di bravura, con praticamente ogni attore che dà il meglio di sé, tra gestualità spinte, immedesimazioni perfette e bellezze (e bruttezze) accentuate dal reparto costumi invidiabile, e poco ci sarebbe da ridire se qualcuno di loro una statuetta se la portasse a casa nei prossimi mesi.


Ma quel grosso ma iniziale torna prepotentemente per quanto riguarda il livello registico del film. Alto, per carità, molto alto (vedasi l'attenzione per i dettagli e i movimenti di macchina fluidi e intelligenti), ma così compiaciuto che spreme la colonna sonora da intenditori ad ogni passaggio, mettendo in bocca agli attori le canzoni, e esagerando con le scene al rallenty e musica; così pieno di sé da far durare un film su truffatori 130 minuti, arrivando all'ormai inevitabile colpo di scena finale dopo altre svolte e fin troppi preparativi.
Questo Ocean ambientato nei favolosi anni '70 manca quindi di quel ritmo unico che dovrebbe avere e scade sopratutto in una parte centrale dilungata.
Quello che era sicuramente uno dei film più attesi di questo 2014 è quindi per me una mezza delusione, che nemmeno la bellissima Jennifer, il pazzesco Christian, la sexy Amy o gli occhi da husky di Bradley hanno saputo risollevare.


18 commenti:

  1. Penso lo vedrò tra oggi e domani. Sono molto curioso.

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    1. Io sono curiosa della tua opinione, verrò sicuramente a leggerti!

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  2. Ne parlerò martedì. A me è piaciuto parecchio, anche se una manciata di minuti in meno ci stava tutta. :)

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    1. Bastava sforbiciare qualche scena musica-rallenty e già si risparmiava un po' :)

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  3. Avevo letto il tuo tweet e aspettavo con curiosità questa recensione per leggere nel dettaglio cosa non ti è piaciuto. Stasera lo vedrò, magari con meno entusiasmo perché se ho altissime aspettative, la delusione sarebbe altrettanto alta. Quindi abbassando le aspettative potrei avere un grandissimo film o perlomeno una mezza delusione :)

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    1. Le aspettative sono sempre la fregatura.. le mie erano molto alte, forse anche per questo i difetti si sono ingigantiti...

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  4. Ti ringrazio per la recensione... questo film continua a ispirarmi parecchio!

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    1. Di nulla! Da vedere, è assolutamente da vedere!

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  5. l'ho visto ieri e a me è piaciuto: è un film molto più di forma che di sostanza ma me lo sono goduto alla grandissima perchè se è vero che anche l'occhio vuole la sua parte, qui siamo messi veramente bene....ti ha fatto pensare a Ocean? a me ha fatto pensare più a Boogie nights come tipo di rievocazione degli anni '70...

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    1. Quando si parla di truffe non posso non pensare a George e alla sua banda! Lo stile anni '70, per quanto più colorato e sobrio, era anche in linea con i costumi di Argo per me, poi.

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  6. ne parlo oggi dalle mie parti e non ne parlo proprio bene diciamo...

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    1. Letto, sì, sei stato più cattivo di me :)

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    1. Nonostante i ma e i difetti che c'ho trovato, è comunque un film molto godibile e con attori fenomenali!

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  8. Piaciuto, anche se con riserve. Gli attori sono comunque tutti davvero impeccabile, e Bale trasformista come sempre.
    Non sapevo però del caratteraccio di Russell XD mi hai regalato qualche secondo di risate

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    1. Bale è davvero incredibilmente trasformista e... brutto! La sua complicata capigliatura era il tocco di grazia.

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  9. Non sono d'accordo sul fatto che un regista 'commerciale' non possa essere considerato un 'autore'... non lo sarò mai. Questo è tipico 'snobismo' occidentale (non ce l'ho con te, Lisa :) anch'io a volte ne sono 'contagiato'). I Pink Floyd hanno sempre ammesso che facevano musica per guadagnare, nessuno era più 'commerciale' di loro, eppure eccome se erano Autori! Con la 'A' maiuscola. Russell è un autore che quando Hollywood chiama difficilmente delude. I suoi film sono hollywoodiani fino al midollo, nell'accezione più positiva del termine: gli Studios sono la fucìna dell'intrattenimento (che, ricordiamocelo, è uno dei motivi per cui si va al cinema) e pochi sanno farlo bene come Russell: questo 'American Hustle' è una goduria per gli occhi, un prodigio di battute, spettacolo, divertimento. Una regia apparentemente 'invisibile' ma che riesce, come per miracolo, a tenere insieme un film sempre sopra le righe eppure mai pesante per lo spettatore. Anzi. Il tutto condito, naturalmente, da un manipolo di attori straordinari (ma quanto è brava Jennifer Lawrence... fa paura! :) )

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    1. Il mio non voleva essere snobismo, davvero, ma il tono dell'intervista e l'atteggiamento che ne usciva fa proprio di Russell lo snob. Atteggiamento che ho ritrovato appieno nella sua regia qui, fin troppo sicura e compiaciuta, come se gridasse: guardate come sono bravo. Bravo lo è, soprattutto nel far uscire prove d'attore così ai suoi interpreti (Jennifer in primis :) ) ma manca quella freschezza e quella verità necessarie, per me.

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