3 giugno 2017

All We Had

E' già Ieri -2016-

Una famiglia disfunzionale, l'alcolismo, la crisi finanziaria, lo stupro, i problemi adolescenziali, la questione transgender.
Tutti temi pesanti, tutti temi trattati in All We Had, esordio alla regia di Katie Holmes.
Sì, proprio lei, la Joey di Dawson, la ex di Tom.
No, non scappate, perchè quello che a prima vista sembra un polpettone, sembra il riscatto impegnato di un'attrice che vuole farsi valere dopo l'ondata di gossip che l'ha colpita affondando la sua carriera, ha del potenziale.
Certo, perde la battaglia contro piccoli e grandi capolavori del genere come Mommy, ma qualcosa di buono, di valevole, c'è.


C'è una Katie Holmes che si destreggia bene sia davanti che dietro la macchina da presa, che cerca di imbruttirsi, di darsi un tono, ma appare comunque sincera, soprattutto nei classici momenti "discorsone" in cui riesce a comunicare valori e idee, senza calcare la mano.
C'è una storia che pur nella sua drammaticità, racconta uno spaccato d'America che va raccontato, quello di famiglie senza casa, di genitori inaffidabili e sempre in fuga, che fanno della loro auto il loro posto nel mondo, del bicchiere pieno d'alcool il rimedio necessario ad andare avanti.
C'è una crisi, una speculazione, che si sfiora e si vede, fatta di mutui erogati con facilità, di case finite all'asta, di negozi che tiran giù le serrande.
C'è una figlia (impressionantemente simile alla madre) che cerca di trovare il suo posto nel mondo, che si ribella e fa da madre alla madre, che ancora ha fiducia in quel mondo che sembra sempre sbatterle la porta in faccia.
C'è una cameriera, delicata e fragile, che vorrebbe fuggire, che vorrebbe superare le sue paure che la rendono diversa, bersaglio facile per la sua diversità.


E tutto questo non è mai troppo, o forse a tratti sì, in cui si eccede nella retorica, in cui non tutti i momenti importanti, gli snodi della sceneggiatura, sono ben gestiti.
Ma sono piccoli nei che di fronte a un esordio si possono perdonare, sono lunghezze che si potevano tagliare, lieti fine che convincono fin là, ma che non inficiano troppo il risultato.
Un po' come un altro esordio di un attore da sempre nel mondo del cinema, quel Lost River di Ryan Gosling che non era perfetto, che raccontava della crisi, di una famiglia disfunzionale, di adolescenti con problemi, puntando sull'estetica, peccando nella storia.
All We Had è invece il suo opposto, l'estetica della Holmes regista si trattiene, la storia è più profonda, e ha così qualcosa da dire e lo dice bene.


Regia Katie Holmes
Sceneggiatura Josh Boone
Musiche Michael Brook
Cast Katie Holmes, Stefania LaVie Owen, Luke Wilson, Eve Lindley
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4 commenti:

  1. Te lo stavo per nominare proprio ieri, a proposito di Mania Days.
    Purtroppo, però, non l'ho visto ancora.
    Bellina la "figlia", che faceva la sorella nerd in quel prequel sfortunato di Sex & The City. :)

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    Risposte
    1. La figlia nei primi minuti sembra davvero Joey Potter, impressionante. Poi ci si abitua, qualche dramma di troppo, ma alla fine mi ha convinto.

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  2. Ah, ma è la Katie Holmes Week da queste parti?
    Ottimo. Avevo una cotta adolescenziale per lei ai tempi di Dawson's, ma negli ultimi tempi l'ho persa di vista e manco sapevo che avesse esordito alla regia.
    Shame on me!
    Ora ho ben due films holmesiani da recuperare, spero di trovare il tempo di vederli perché promettono entrambi bene. ;)

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    Risposte
    1. Vista la penuria di film al cinema, vado di settimane o doppi giorni dedicati, e ho iniziato con la Katie di cui pure io avevo perso le tracce. Felice di ritrovarla in forma, e con storie per quanto molto drammatiche, impegnate e sentite.

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