10 giugno 2017

The Stanford Prison Experiment (Effetto Lucifero)

E' già Ieri -2015-

1971.
Università di Stanford.
Un annuncio: cercasi giovani studenti maschi per esperimento psicologico. Compenso di 15 dollari al giorno.
La paga giornaliera, è allettante, i colloqui hanno inizio e con lo svuotarsi estivo dell'Università, quelli che erano gli studi dei professori diventano celle, quello che era un corridoio, il cortile di una prigione.
15 studenti selezionati vengono divisi in due gruppi: le guardie -che nessuno voleva impersonare, troppo antipatiche, troppo faticose- e i prigionieri.
Durata prevista dell'esperimento: 15 giorni.
Durata effettiva dell'esperimento prima di essere chiuso dal professore che l'ha iniziato: 6 giorni.



Facile dire: io così non mi sarei mai comportato, io questo o quello non lo avrei mai accettato, io avrei reagito, mi sarei ribellato.
In realtà, chiuso in una cella, con guardie che urlano ordini e puniscono la disobbedienza, nessuno sa come andrebbe a finire.
Quello che si sa è che la psiche umana, il carattere umano, è un brutta bestia. E privata della sua comfort zone, privata del sonno, dell'aria aperta, della luce del sole, finisce per essere sottomessa, malleabile, finisce per godere del suo potere, spingendo il limite sempre più in là, finendo per confondere reale e finzione.
Così, in questi sei giorni che sembrano infiniti anche a noi pubblico, vediamo questi ragazzini cambiare, rendersi docili o odiosi, cercare la fuga e la ribellione, cercare nuove punizioni e umiliazioni, mentre chi li osserva, finisce in una gabbia pure lui, finisce per godere del suo potere, per spingere il limite sempre più in là, con i suoi assistenti a cercare di mettere delle toppe.


L'esperimento -vero- portato avanti e fermato dal Dottor Philip Zimbardo parla di autorità, parla di dittatura e di paure, parla di come è stato possibile nella storia il susseguirsi di tante guerre, di tante atrocità dentro e fuori dalle sbarre.
Il film, calcando la mano, ci immerge in questa realtà parallela dove ci si sente male, si cerca la reazione, si vorrebbe vedere una fine.
La lunghezza, lo si ammette, è eccessiva.
La storia -di quelle intriganti- è già stata raccontata nel tedesco The Experiment e nella versione omonima americana del 2010 con Adrien Brody e Forest Whitaker, qui, si è più fedeli all'originale, con l'età minore dei partecipanti e un cast altrettanto ben assestato che vede Billy Crudup tenere le fila del gioco, Ezra Miller bravo come sempre e tanti piccoli comprimari che pur non avendo nome, lasciano il segno.
The Stanford Prison Experiment (stendiamo un velo pietoso sopra il titolo italiano Effetto Lucifero) non si farà dimenticare in fretta, claustrofobico com'è, rivelatore di verità e realtà profonde del nostro essere umani che spaventa più di un horror.


Regia Kyle Patrick Alvarez
Sceneggiatura Tim Talbott
Musiche Andrew Hewitt
Cast Billy Crudup, Ezra Miller, Tye Sheridan
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L'onda

11 commenti:

  1. Se non l'ho visto, è perché conosco sia The Experiment che il remake americano.
    Comunque è in lista, in attesa che la storia mi passi un po' di mente. :)

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    1. Da quello che ho capito gli altri sono meno fedeli all'esperimento originale, qui il buon cast e la giovane età dei partecipanti può fare la differenza. Poi sì, se la storia la conosci, sempre agghiacciante è.

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  2. Ho visto The Experiment, questo sicuramente lo recupero. Comunque è stato un esperimento veramente interessante. Ricordo l'abbiamo affrontato in Psicologia Sociale. Ci è rimasto bene impresso.

    CervelloBacato

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    1. L'esperimento è davvero impressionante, io non l'avevo mai sentito e per fortuna. Ora non me lo toglierò più dalla testa.

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    2. Guarda, ti consiglio il saggio "Psicologia del male" di Piero Bocchiaro. Tra i tanti spunti viene anche trattato questo caso ;)

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    3. Grazie per il consiglio, sarà come tornare sui banchi di scuola in cui tutti questi studi psicologici mi facevano impazzire, con il cinema e gli anni, ho perso la passione...

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  3. Film lungo e claustrofobico?

    Mmm... Non so se è un esperimento a cui mi voglio sottoporre... :)

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    1. Eppure il risultato potrebbe sorprenderti, la storia è parecchio intrigante, il cast è quello giusto ;)

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  4. La lunghezza e l'inquietudine mi intimoriscono, lo ammetto. Tuttavia, visto il cast e le tematiche, sembra una visione decisamente interessante di cui non avevo mai sentito parlare. Non ho visto né The Experiment né il remake: parto da questo?

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    1. Puoi tranquillamente partire da questo, che per l'età dei partecipanti all'esperimento è più fedele e meno romanzato degli altri due, almeno da quel che leggo. La visione la merita, anche se spaventa quanto possiamo essere malvagi noi umani.

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