5 luglio 2017

Okja

Andiamo al Cinema su Netflix

Un'azienda deve rilanciarsi dopo anni di cattiva gestione.
L'azienda, è un macello, non nel senso di disastro, ma nel senso di macello-macello, dove la carne viene preparata, tagliata, spedita, e prima ancora: procurata.
Leggi anche uccisa.
Per rilanciarsi, la comunicativa Lucy Mirando si inventa una gara, si inventa pure un nuovo animale, un super maiale capace di inquinare poco, mangiare poco, produrre però tanta carne.
La gara prevede la partecipazione di 26 super maiali, mandati in giro per il mondo, ognuno ad un allevatore-artigiano, che con metodi tradizionali lo alleverà.
Il vincitore, del super maiale più bello e più in forma, sarà decretato dopo 10 anni.



Sono tanti 10 anni, sono tanti soprattutto se con un super maiale si cresce, facendolo diventare la propria migliore amica, capace pure di salvare la vita.
È quello che succede alla piccola Mija e alla sua Okja, che vivono spensierate con il nonno in una foresta tutta per loro, che vivono in simbiosi, ma che devono dividersi, allo scoccare di quei 10 anni, al vedere come e quanto Okja sia cresciuta, e nel migliore dei modi.
Parte così un'avventura che è una caccia che fa il giro del mondo, una sfida contro una multinazionale, atti eco-terroristici che cercano di mostrare la verità, inseguimenti e tecniche di marketing per salvare la faccia mentre si cerca di salvare Okja.
Questa nuova sfida, in questi inseguimenti in cui l'azione la fa da padrone e i sussulti si susseguono, finisce però in un amaro riscontro, e in una verità che fa male, perchè se i super maiali ancora non esistono, i maiali, quelli veri, e gli altri animali da macello, sì.


E fortuna allora che sono vegetariana, che il mio senso di colpa viene appianato e che alla propaganda senza retorica ma con tanta ironia nera di Bong Joon-ho, sono sensibile, sì, ma c'ho già fatto i conti ormai 15 anni fa.
Tranquilli, però, che il bello di Okja è che non si preme troppo il pedale della retorica e della propaganda, si preferisce mostrare, si preferisce raccontare, facendo dei cattivi dei personaggi grotteschi quasi da fumetto, in cui si immergono degli irriconoscibili e stralunati Tilda Swinton e Jake Gillenhall, facendo della piccola protagonista una protagonista che non ha bisogno di tante parole, mentre la aiuta -ma neanche troppo- un vero e proprio animalista radicale come Paul Dano, che pure lui, quando non parla, fa commuovere.
In questo strano film fatto di denuncia, di azione e di emozione, ci si muove velocemente, ci si muove in modo colorato, come si fosse in un futuro distopico (non a caso, il regista è lo stesso di Snowpiercer), fatto di costumi e uniformi, ci si muove con effetti speciali che danno vita a un Okja tenerissimo, ma con qualche difetto a livello di ritmo -quando questo rallenta- e con qualche lungaggine che un po' fa soffrire.
Ma è il finale, o meglio, il prefinale a dare la vera mazzata, a far riflettere, e instillare almeno un po' di riflessione, senza bisogno di cartelli, di urla, ma con pochi sguardi, e grugniti di incoraggiamento.


Regia Bong Joon-ho
Sceneggiatura Bong Joon-ho, Jon Ronson
Musiche Jaeil Jung
Cast Ahn Seo-hyun, Tilda Swinton, Paul Dano, Jake Gyllenhaal

10 commenti:

  1. Mi è piaciuto, ma meno del previsto. Ho continuato a mangiare carne senza sensi di colpa e i fazzoletti messi in conto (sapendo che i coreani hanno questa accentuata vena melodrammatica) non sono serviti. Non mi ha particolarmente toccato, però la regia è bellissima, e non da meno la computer grafica - so che questi effetti speciali alla luce del giorno, non so come dire, sono i più difficili. Adorabile la bambina, superba la Swinton, ma gli altri mi sono semprati un po' sprecati. Soprattutto Dano: nessuno può mettere Dano in un angolo, come diceva qualcuno.

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    1. Dano si rifà con i cartelli, poi sì, pure Gyllenhaall versione fumetto era piuttosto in angolo.
      Più che piangere, per me fa riflettere e fa stringere il cuore -e la pancia-, in modo non scontato e accontentando anche i fanatici dell'azione, un bel mix non esplosivo, ma che entra con lentezza.

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  2. Davvero beata te che sei vegetariana!
    Io guardando questo film mi sono sentito tremendamente in colpa.
    Non che adesso smetterò di mangiare carne - anche perché se no che cannibale sarei? - però magari con un filo meno di gusto rispetto a prima... :)

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    1. Assesta un bel colpo questo Okja, certo, puoi sempre pensare di non mangiare super maiali ma solo umani, no?

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  3. Faccio mie le parole del Cannibale, ahimé.
    Detto questo, io sono stata male anche prima: quante botte rimedia la piccola Mija? E quante mazzate psicologiche? Quella finale è "solo" la più eclatante, poverina...

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    1. E non ce ne viene risparmiata nessuna, ho sussultato più e più volte sul divano, tra tonfi e manganelli. Per fortuna l'azione va di pari passo con la profondità del film.

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  4. Sono molto curioso, e spero di recuperarlo presto.
    Di sicuro, un predatore del mio stampo non può neppure sognarsi di chiudere con la carne.

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    1. Di sicuro questo Okja e la sua piccola eroina lasceranno il segno al Saloon, carne per i tuoi denti ;)

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  5. Ah, ecco perché il mio amico vegano me l'ha consigliato spassionatamente. :-D

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    1. Ascolta il tuo amico vegano, anche perchè non si sbandierano pro o contro, ma si mostra con intelligenza, tra azione e cattivi da fumetto. Vedrai, i sensi di colpa arriveranno da sé :)

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