12 settembre 2017

Twin Peaks - Stagione 3

Mondo Serial

Tagliamo la testa al toro: scrivere di questa serie è difficilissimo. Quasi impossibile, quasi volevo rinunciarci.
Non troverete risposte (perchè, qualcuno le ha?), non troverete spiegazioni (perchè, qualcuno le sa dare?) ma troverete qualche spoiler, sempre se di spoiler si può trattare.
E troverete soprattutto un post scritto di pancia, appena conclusa la visione dell'ultimo episodio. Che lo so che bisognerebbe ragionarci su, starsene zitti in un angolo cercando conforto, ma a volte si reagisce reagendo, scrivendo.
Cos'ho visto allora negli ultimi mesi?
Come, soprattutto, perchè c'è da dire che la visione della serie lynchana non è stata semplice nemmeno da un punto di vista logico, con la volontà di vedere man mano, un episodio dopo l'altro, il tutto, ma con un trasloco della vita di mezzo, che ha ovviamente inframezzato ogni possibilità.



L'episodio 1, lungo come un film, l'ho visto ancora nel vecchio appartamento, sola, senza un giovine in permesso d'uscita per la notte.
Ne sono rimasta terrorizzata.
E pure basita.
Cosa stavo vedendo? Cos'erano quegli incubi, quelle situazioni alla Cronenberg? Dov'era Twin Peaks -la città, intendo- ma pure la serie che ricordavo?
Con la paura anche solo di chiudere le finestre, figurarsi di andare a letto, per gli episodi successivi ho aspettato tanto, forse troppo, riuscendo a ricavare in quei pochi momenti liberi dagli infiniti lavori nella casa nuova, il tempo per un Dale Cooper che non c'era, per un Evil Cooper che primeggiava, e per risate strane à la Dougie, date da una comicità strana, fin troppo presente.
Poi, prima di Venezia, con i lavori finiti e qualche giorno di assoluto riposo meritato, mi sono messa alla pari.
E -diciamo- c'ero.


C'ero nonostante i tanti personaggi messi in mezzo, nonostante new entry di cui non capivo l'importanza e che forse per questo sparivano nel nulla, capivo storyline a parte, capivo pure assurdità come racconti scritti e apparsi su schermo, sogni rivelati...
Non capivo, o forse sì, chi lo sa, un episodio 8 tanto strano, tanto folle, da essere più un'opera di videoarte che non un episodio di una serie TV, e se il primo istinto è stato quello di dare un pesce in faccia a Lynch, che io certo scelte estetiche fatico a digerirle, con il senno di poi, pure quel folle, assurdo, episodio, lo capisco, o mi faccio bastare la spiegazione che ho.
Mi emozionavo poi, al rivedere i vecchi personaggi a cui ogni tanto Lynch lasciava il campo, con le storie d'amore mai finite (Norma e Ed), quelle invece finite (Bobby e Shelly), con attori invecchiati bene (Madchen Amick, Dana Ashbrook) o male (Sherilyn Fenn, James Marshall), con il Double R sempre in servizio, l'ufficio dello sceriffo sempre brulicante di lavoro, o il Bang Bang Bar che nonostante sia un bar da motociclisti, nonostante sia sperduto in mezzo ai boschi, ha un line up da paura. E diciamolo: anche negli episodi più lenti, più noiosi, più assurdi, sapevi di trovare perle di rara bellezza mentre i titoli di coda scorrevano.
Mi emozionavo poi a rivelazioni scottanti, all'apparire finalmente della mitica Diane, al ritorno versione caffettiera di David Bowie, al risveglio di Cooper, al suo "I am the FBI".


Mi emozionavo e capivo, finché di mezzo non si è messa Venezia, il suo Festival, e quel finale tanto atteso l'ho rimandato di una settimana, perdendomi un po' nella mia maratona, nella mia memoria.
O forse, pure questa è tutta una scusa.
Perché aleggiano ancora i dubbi, le perplessità, i WTF.
Dougie non c'è più, l'adorabile, folle Dougie si è riaddormentato mentre Cooper si è finalmente svegliato, e corre verso lo sceriffo Truman, un altro Truman. L'happy end sembra realizzarsi, il male è sconfitto, tutto sembra trovare un senso, ma Lynch, il furbo, con quel Cooper in sovrimpressione, altro ci vuole dire. È davvero tutto un sogno, come sospira una Bellucci parigina, altro sogno lynchano che prende vita?
La realtà, è un'altra, può essere modificata, può non trovare risposte.
Io non lo so cosa sia quell'urlo, -fantastico, grazie, corde vocali di Sheryl Lee- da cosa sia scaturito o da cosa voglia spaventarci, o svegliarci. So che Twin Peaks, ieri come oggi, è un'esperienza collettiva, invita a condividere, a discutere, a confrontarsi. Invita a pensare, o a lasciarsi andare a quella che solo apparentemente era una soap opera paranormale, e oggi è una comedy diversa, assurda, folle.
Così folle da essere geniale, o così geniale da essere folle.
Chi lo sa.
Non so nemmeno se, vista in un altro tempo e in modo più ordinato, il risultato sarebbe stato diverso.
Twin Peaks va presa così, di pancia e di petto, la si guarda, la si osserva, si cerca di studiarla, ma alla fine, il bello, è sempre quello di farsi domande.
Non più "Chi ha ucciso Laura Palmer?" ma "Perché urla Laura Palmer?".


[ E lo so che non ho menzionato tante cose, non ho menzionato l'utilizzo geniale di attori di un certo calibro (Naomi Watts, Tim Roth, Michael Cera, Amanda Seyfried, Jennifer Jason Leight), so anche di aver dimenticato pezzi veramente da commentare (quelli inutili del Dottor Jacobi, o del pazzo Horne, o i vari Dougie moments), so di aver tralasciato momenti topici (la Audrey's Dance, la morte della signora con ceppo) e altri che era il caso di sottolineare. Ma  sono stata presa dalla foga, dalla pancia, o semplicemente  sono stata contagiata da un morbo lynchano che come me mica si è fatto problemi a raccontare, iniziare, per poi lasciare così, a bocca asciutta -e aperta- tutti. ]


6 commenti:

  1. Possiamo dire quello che vogliamo, ma twin peaks è sempre twin peaks, un capolavoro inarrivabile. :)

    RispondiElimina
  2. Con il primo episodio io sono rimasto stupito e sorpreso, ma non terrorizzato. Anzi, questo nuovo Twin Peaks non mi ha quasi mai fatto paura. Fino alla scena finale dell'ultima puntata, che quella sì mi ha di nuovo lasciato agghiacciato come non capitava da un po'...
    Perché urla Laura Palmer?
    Per metterci addosso una paura fo**uta, ecco perché. XD

    Il tuo post riesce nell'intento di essere perfettamente lynchiano. Speravo di trovare una risposta a qualcuno dei mille quesiti portati a galla dalla serie, invece ho ancora più domande di prima. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Risposte non ne ho, ho brividi però, per quelle atmosfere tese e nere, per Sara Palmer, per BOB, per l'urlo di Laura. Di domande da aggiungere alle tue, se vuoi, ne ho ancora un bel po' ;)

      Elimina
  3. Anche io non so il motivo delle tante trame lasciate in sospeso. Lo scopriremo? Boh! :D
    Vero quel che dici: Lynch va preso così, di pancia. Si apre un mondo, anzi molti mondi, anzi un multiverso... anche di emozioni^^

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Emozioni a non finire, tra paura, estasi, odio, amore e quant'altro. Chissà se scopriremo mai cosa frulla nella mente di Lynch...

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...