22 febbraio 2018

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 22 Febbraio

Oscar sempre più vicini, due film da Oscar che finalmente arrivano in sala.. e che film!
Indecisi tra il raffinato e il grottesco, ci sono anche un horror, pellicole radical-chic e commediole italiane tra cui scegliere.

Il Filo Nascosto
Il mio rapporto con Paul Thomas Anderson non è dei migliori.
Ma ci provo sempre, e mettici il fascino che fin dalla locandina il film emana, mettici un Daniel Day-Lewis alla sua ultima apparizione, e si aspetta la visione per ogni altro giudizio.
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The Disaster Artist
Raccontare il dietro le quinte di uno dei peggiori film mai prodotti?
Solo James Franco poteva farlo, e qui in veste di regista e protagonista, ci mostra chi ha creato quell'assurdo non-capolavoro di The Room.
Se ne parlerà a breve... di entrambi.
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La Vedova Winchester
Horror atipico, horror con Helen Mirren, horror con protagonista una casa, i suoi segreti, la sua costruzione impossibile.
Strano ma vero, ne sono stuzzicata.
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Figlia Mia
Valeria Golino e Alba Rohrwacher gridano insieme pesantezza. Gridano quel cinema italiano fin troppo impegnato che parlando di maternità e adozione appesantisce solo a scriverne.
Felice, nel caso, di ricredermi.
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Sconnessi
Se non si parla di temi importanti, si cerca di vincere facile con la commedia intelligente e moderna, alla francese, con un gruppo di amici che si ritrovano sconnessi dal mondo, senza i loro telefonini, a conoscersi davvero.
Peccato non sia il nuovo Perfetti Sconosciuti.
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Omicidio al Cairo
Ordinaria storia di corruzione in quel dell'Egitto. L'ambientazione durante la Primavera Araba farà ancor più felici i radical-chic.
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Belle & Sebastien - Amici per Sempre
C'era bisogno di un terzo capitolo su Belle e Sebastien?
A quanto pare sì.
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21 febbraio 2018

Crimson Peak

E' già Ieri -2015-

È uscita l'ultima, bellissima, fatica di Guillermo del Toro (La Forma dell'Acqua, QUI la recensione), e io mi sento in colpa.
Mi sento in colpa nei confronti di tutti i suoi fan e di del Toro stesso, per conoscerlo così poco.
Perché sì, è per me il regista di Blade II, di Pacific Rim, di Hellboy generi e film che a fatica rientrano nei miei gusti, nel mio interesse.
Ma è anche il regista de Il labirinto del fauno, questo sì recuperato in tempi poco più che recenti e quindi, un'altra occasione, un modo per aprire un altro varco alla sua estetica, andava fatto.
Crimson Peak, evitato al cinema perchè titubante, per un genere -l'horror, seppur gotico- che non mi appartiene, trova ora il suo spazio.
E tristemente lo trovo come me lo aspettavo: una fiaba gotica con inserti horror e pure un po' splatter, che però sa di già visto e di già sentito.
Dai tempi di Daphne du Maurier, per dire.

20 febbraio 2018

Dark

Mondo Serial

Da tutti, è stato definito la versione tedesca di Stranger Things.
Ora: sì, ci sono ragazzini che vanno in bicicletta, sì, c'è una mantellina gialla che ricorda quella di It, sì, ci sono misteriose sparizioni, sì, c'è una centrale nucleare che ricorda quel laboratorio di cattivi implicata con le "cose strane" che succedono in città, sì, ci sono "cose strane" che succedono in una piccola cittadina, sì, ci sono pure gli anni '80.
Ma ci sono pure gli anni '50 e sopratutto c'è il 2019.
C'è poi uno "strano" che non ha a che fare con strane creature, ma con strani esperimenti e strane macchine, con viaggi nel tempo, paradossi temporali, e intersecazioni varie.
Quindi no, Dark non è Stranger Things, anche se quelle atmosfere -dark, ça va sans dire- potrebbero far credere il contrario.

19 febbraio 2018

Il Lunedì Leggo - L'Amica Geniale di Elena Ferrante

Era una saga che aspettavo di leggere da tempo.
Aspettavo di trovare il tempo, il periodo, la stagione giusta.
Aspettavo di trovare tutti i volumi ad un prezzo accettabile, senza svenarmi.
Aspettavo che il clamore si placasse un po'.
Ora, con il Natale e le sue scorpacciate letterarie alle spalle, ora che il tempo si fa uggioso e non sembra quello giusto per il sole di Napoli, ora che ho approfittato di un'insperata offerta Amazon e ora, prima che la serie HBO/Rai faccia ritornare il clamore attorno a Elena Ferrante, mi sono ritrovata a leggerla.
E la paura è sempre quella: quella di non capire il clamore, di non ritrovarmi in quella Napoli, in quattro volumi a raccontare gli anni che passano, l'amicizia che resta. La paura, poi, di faticare rispetto a chi ne è rimasto invischiato, tutto ha letto e divorato in poche settimane.
La paura, purtroppo, si è rivelata fondata con il primo volume.

18 febbraio 2018

La Domenica Scrivo - Teatro (di palcoscenici calcati o immaginati, di risate, applausi e sorrisi)

Venerdì sera sono stata a teatro.
Che era un buon proposito per quest'anno: concedermi di più al palcoscenico, e magari piazzare una bella opera lirica in un teatro importante nel corso del 2018.
Sarà la vecchiaia che avanza?
No, è un amore che sento che potrebbe rinforzarsi, un campo che mai ho frequentato che vorrei conoscere.
E pensare che ai tempi delle medie, dei corsi facoltativi e delle prime sperimentazioni, sul palco stavo bene, avevo pure monologhi assegnati, tutti miei, a cui far fronte.
Pure all'università gli esami di teatro mi incuriosivano, li sostenevo perchè obbligatori, e anche se a teatro non andavo, divoravo le riduzioni scritte, i libri e le sceneggiature. Non a caso, e cosa che mi ha stupito non poco e continua a suonare strana, l'unico 30 e lode della triennale l'ho portato a casa proprio grazie a una tesina su Beckett, alla faccia del cinema.
Poi ho mollato il colpo, Beckett sono andata a vederlo a Padova, in quel Teatro Verdi che è come te lo aspetti, con il tuo palchetto personale da cui godere della scena, con le luci, l'atmosfera giusta, qualche altro raro appuntamento qua e là, per amici che si esibivano perlopiù.
Fino a venerdì.

17 febbraio 2018

Lo Squalo

#LaPromessa2018

Caro Steven ti scrivo,
sì, ancora, e direi che ormai siamo abbastanza in confidenza per chiamarci per nome.
Mi ero ripromessa di vedere quei tuoi primi film che dal nulla ti avevano portato ad essere uno dei registi più richiesti e definiti visionari di Hollywood. Un regista, per dire, adorato da Dawson Leery.
Mi son sempre chiesta perchè lui ti venerasse tanto, perché si ostinasse in quei pipponi filosofici ai danni di Joey sulla tua bravura.
Sì, E.T. ha spezzato il mio cuore, resta uno di quei film per cui è impossibile cambiare canale se capita in TV, sì, Hook, i bambini sperduti, l'Isola che non c'è, Robin Williams, sono una fiaba dolcissima, bellissima. Ma poi la china è iniziata a scendere, la magia a lasciare il posto a quei film classici e didascalici, a quelle storie vere, americane, e quindi meno fantasiose.
C'ho provato, quindi, a rinverdire la magia, e se gli Incontri Ravvicinati hanno stremato me e il giovine, per Lo squalo sono tornata a chiedere supporto al migliore amico, infilando un altro giovedì assieme sul divano, a ciarlare, commentare, a fare i Joey e i Dawson della situazione, anche se ci siamo sempre più identificati in Jen e Jack, anche se nessun fiumicciattolo scorre oltre le nostre finestre.

16 febbraio 2018

Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo

#LaPromessa2018

Caro Spielberg, ti scrivo.
Sì, lo so che ti ho scritto anche ieri, ma ci tenevo, l'avevo promesso, e quindi eccomi qua.
Mi ero detta: se hai problemi con lui, se non lo capisci, se non sembra essere il tuo ideale di regista, forse è il caso di riscoprirlo. Di rivederti quei suoi primi film in cui era coinvolto anche a livello di sceneggiatura, la cosa che in un film ti è più cara.
Parto da qua, allora, parto dal tuo terzo film in assoluto, mai visto prima.
Già, mai.
Nonostante una VHS originale (presa in allegato con l'Unità, ma tant'è) che gira in casa da sempre, nonostante quella musica diventata ormai patrimonio dell'umanità, nonostante quel titolo che è così facile e consueto usare e storpiare.
Com'è andata?
È andata che io e il giovine ci siamo guardati più e più volte con un punto di domanda che aleggiava nel volto. È andata che abbiamo gridato "pietà" a più riprese, "basta" in molti punti, "ma che diavolo sta facendo?" in altri.
Te lo chiedo, allora, e scusami, caro Spielberg, ma questa sceneggiatura come l'hai scritta?

15 febbraio 2018

The Post

Andiamo al Cinema

Cara Meryl ti scrivo, così mi distraggo un po'.
È facile odiarti, non sopportarti, con quella tua aria da prima della classe, con ogni interpretazione -anche in film non particolarmente memorabili (Into the Woods)- a finire candidata agli Oscar.
È facile con ogni attrice che si rispetti a giudicarti come un faro, come un'icona da eguagliare o da imitare, a cui guardare. Mettici che ultimamente i film che hai fatto non sono certo chissà che (Florence, Suffragette, di nuovo Into the Woods), ed ecco che mi sono dimenticata in fretta del calore che sai emanare, della bravura nella caratterizzazione del tuo personaggio, che siano dita che si muovono, labbra da mordere.
Certo, pure qui esageri un po', e ci si perde più a guardare Meryl che fa Kay, che non a vedere Kay Graham all'opera, alle prese con un ruolo altrettanto difficile, quello di donna-capo, di donna in mezzo a soli uomini, a prendere decisioni editoriali e politiche per cui sì -scusa il francesismo- ci vogliono due palle così.

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