31 agosto 2017

Venezia 74 - Especès Menacées

Siamo una specie sotto minaccia, la nostra.
L'amore, sembra essere il nostro peggior difetto, la famiglia non è un luogo sicuro.
E nemmeno il cinema francese, quello che sembrava avere le premesse per essere una commedia corale proprio sull'amore e sulla famiglia, sul rapporto genitori-figli in particolare, si trasforma in realtà in un dramma, dove i figli non sono al sicuro, i genitori neppure.

Venezia 74 - Under the Tree

C'è del marcio in Islanda.
Chi lo potrebbe dire, dietro facciate bellissime, dietro la natura incontaminata, si nascondono le più classiche tragedie familiari, e i più classici degli odi tra vicini.
Così è per due coppie, che vivono fianco a fianco, che però non si sopportano più. L'albero dei primi getta troppa ombra nel giardino dei secondi. Potarlo sembra richiedere troppo tempo, troppe energie, e soprattutto una richiesta di troppo da parte di chi non ha voglia di spostarsi al sole, e le scaramuccie presto degenerano.
Colpa di un passato non risolto, di un figlio che non c'è più e di uno che non vuole arrivare.


L'altro figlio, che già c'è, non se la cava meglio. Si masturba -o quasi- con un video dell'ex, la moglie non ci sta, lo caccia di casa, lo allontana dalla figlia. E lui che nemmeno la scomparsa del fratello ha saputo gestire, gestisce il tutto nel peggiore dei modi, con rabbia, violenza, paura.
Il dramma borghese, assume così i toni della migliore black comedy, dove le risate sono stiracchiate, sono seriose, si alternano all'incredulità di gesti, scherzi e tiri sempre più sinistri.
Arrivati al finale, dove il black viene sostituito dal rosso del sangue, quel marcio è ormai trapelato in tutto, e si resta increduli ed esterefatti, dalla degenerazione del tutto, guardando ora con sospetto vicini irritanti e pure donne difficili da gestire.
Con i colori cupi ma comunque pastello dell'Islanda più borghese, con la natura lasciata fuori e confinata in quel giardino, il film di Hafsteinn Gunnar Sigurosson ci mostra il nostro lato peggiore, e ancora una volta quanto è facile scatenare una guerra senza fine.

Venezia 74 - The Insult

Fermi tutti. Non scappate da questo film.
Sono la prima che quando legge un nome di regista non europeo o americano si spaventa, quando legge la lingua del film, che sia orientale, araba o africana, pure.
Ma ci si prova, qui al Festival, ad aprirsi un po', a combattere stereotipi e paure, ad avvicinarsi a filmografie diverse.
Con The Insult l'apertura è stata dovuta visto che il film è in concorso e i film in concorso li si vede tutti, per forza.
Ma è stata comunque una sorpresa, trovarsi di fronte ad un film solidissimo, che una certa filmografia e soprattutto un certo modo di pensare, un passato e un presente, li spiega un gran bene.

Venezia 74 - The Shape of Water

Capisci di aver visto un gran film quando ti ritrovi commossa di fronte a un ballo tanto assurdo quanto bello, tra una donna sognante, in abito da sera e scintillante nel bianco e nero, e un mostro marino, fatto di squame e muscoli.
Lo capisci quando quello stesso ballo ti ricorda la magia di La La Land, e sorridi romanticamente alla sua fine.
Ma per fortuna -che ripetersi non è mai un bene- il film di Guillermo del Toro è altro, ed è molto più di quel ballo e di quello strano amore.

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 31 Agosto

Uno pensa: che invidia, sei a Venezia, ti vedi tuti i film in anteprima, te ne vedi 4-5 al giorno.
Sì, vero, ma visto che l'erba del vicino è sempre più verde, io penso: Dunkirk quando lo riuscirò a vedere? L'ultimo Nolan riuscirò ad incastrarlo in qualche serata fiacca, in qualche matinée improvvisato?
Esce oggi, nel giorno del risveglio dei programmatori italiani, che non fanno mancare altre pellicole da tenere d'occhio,e qualche altra evitabile e solo di contorno.

Dunkirk
Arriva finalmente in Italia il nuovo film di Christopher Nolan sull'operazione Dynamo del maggio 1940 nelle coste francesi.
Cast di quelli che contano tra i giovani Fionn Whitehead e Harry Styles, e gli affezionati Tom Hardy, Cillian Murphy, Mark Rylance.
Trailer
La storia dell'amore
Due coppie, due epoche, due città. A unirle, l'amore.
Fascino e romanticismo da scoprire con Derek Jacobi e Gemma Arterton.
Trailer
La Principessa e l'aquila
La vera storia di una bambina mongola e della sua aquila, animale addomesticato e addestrato alla caccia. Il sogno è quello di diventare la prima donna cacciatrice in questa specialità.
Atmosfere da sogno, buonismo quanto basta.
Trailer
Easy - Un viaggio facile facile
Road movie italiano e originale, su un ex promessa dell'automobilismo -ora grasso e depresso- chiamato a guidare un carro funebre fino alla Romania.
Da tenere d'occhio.
Trailer


Open Water 3
Terzo capitolo dell'ormai abusato soggetto del mare aperto e la lotta alla sopravvivenza.
Per non farsi mancare nulla: in found footage.
Trailer


Un profilo per due
Commedia romantica francese, sugli equivoci, l'età che avanza, l'amore ai tempi di internet.
Non si sottovaluta mai un film d'oltralpe, ma non tutto convince.
Trailer


A Ciambra
Ritratto di una comunità rom in Italia, raccontata attraverso gli occhi di un adolescente.
Radical-chicchismo made in Italy.
Trailer


La Vita in Comune
Un sindaco depresso e fuori ruolo, due criminali in cerca di redenzione e l'arte (insegnata dal primo nel carcere dei secondi) ad unirli in una strana amicizia.
Altro radical-chicchismo made in Italy.
Trailer


Safari
Documentario di quel sadico di Ulrich Seidl, volutamente evitato allo scorso Festival di Venezia per le macabre scene di caccia e tassidermia.
Per stomaci forti.
Trailer

Venezia 74 - First Reformed

Paul Schrader torna a Venezia per cercare di dimenticare l'onta di The Canyons.
C'è riuscito solo in parte, però, perchè il suo verboso e politico lavoro, non si può certo dire leggero. C'è spazio per l'ambientalismo, per la crisi personale e di fede, c'è spazio per l'amore e i grandi interessi, in un dramma di campagna, in un dramma di un prete pastore solo, depresso e pure malato, che scopre una nuova fede.

30 agosto 2017

Venezia 74 - The Devil and Father Amorth

La ventata di nostalgia ha colto pure William Friedkin.
A 44 anni di distanza dal suo più grande successo -L'esorcista- perchè non andare a filmare il suo primo esorcismo?
Curiosità, certo, tentativi di capire, ma anche un'operazione di dubbio gusto ai miei occhi, ancora provati dal documentario che proprio lo scorso anno sbarcò a Venezia -Liberami- parlando dei numeri crescenti di esorcismi compiuti in Italia e nel mondo.
La speranza, era che nelle mani esperte di Friedkin, il tema fosse meglio trattato, ma invece sembra di assistere a una brutta copia di un servizio di Alberto Angela, con il nostro che si aggira nei luoghi dove avvenne l'esorcismo di Roland Doe, che ispirò quello di Regan MacNeil, e i luoghi a Georgetown dove il film venne girato. Il tutto sottolineato dalla colonna sonora particolarmente enfatica e assordante.

Venezia 74 - Nico, 1988

Dici Nico, dici Velvet Underground e dici Andy Warhol.
Ma Nico era anche altro, era prima di tutto Christa Päffgen, ed era soprattutto una cantante che dopo la breve e problematica esperienza con Lou Reed e soci, proseguì a fasi alterne nel mondo della musica alla ricerca della sua voce.
E' questa la Nico che interessa a Susanna Nicchiarelli, questa quella che ci racconta, in tournée per l'Europa con una band non propriamente di prima scelta, per il suo album Camera Obscura.

Venezia 74 - Downsizing

Di nuovo a Venezia, per il quinto anno consecutivo, di nuovo a sconvolgere questo spazio tra orari e pubblicazioni multiple per coprire il più possibile i film in programma.
Si parte, come sempre, con il film d'apertura, che da qualche anno a questa parte -Birdman, Gravity, La La Land- ha significato grandi emozioni e pure parecchie statuette.
Andrà così anche per l'ultimo film di Alexander Payne?
Difficile dirlo.
Downsizing è infatti un po' commedia, un po' dramma su cui riflettere, un po' fa ridere -diciamo pure un bel po'- ma mostra anche un futuro che è in realtà prossimo e il nostro presente, in cui sotto un'altra chiave si cerca di capire quanto ci sta accadendo.

29 agosto 2017

Game of Thrones - Stagione 7

Mondo Serial

Leviamoci subito il pensiero: questa non è stata una stagione perfetta.
Dei pregi -che sono comunque tanti- si parlerà più avanti ma è bene parlare di quei difetti che pure una non purista come me, pure una non fan sfegatata, ha trovato.
Dopo anni di lente evoluzioni, di parole e parole -che io, comunque, apprezzavo eccome- gli sceneggiatori han deciso di premere sul pedale dell'accelerazione e partire subito in quarta.
Finalmente, si dirà.
Poteva essere gestito meglio, dico io (e non solo).
Il fatto è che la temporalità va a farsi benedire, che i corvi, i draghi, le navi, viaggiano veloci, mai come ora, e la credibilità scricchiola. A procedere a passo morto (ahah) è solo l'esercito dei non-morti, che impiegano il triplo del tempo nonostante il loro numero, nonostante la velocità in battaglia, e arrivano giusti giusti al finale. Lo sanno, che la scarpinata al Nord è ancora lunga?
Punto due: ora che di libri su cui basarsi non ce ne son più, ci si basa sul fan service, accontentando ma anche un po' arrivando a conclusioni, alleanze e battaglie che tutti ci si aspettava.
Un bene, ovvio, perchè si tira un sospiro di soddisfazione, un male, a tratti, se evidenzia la mancanza di idee e di colpi di scena.

28 agosto 2017

Il Lunedì Leggo - Le Nostre Anime di Notte di Kent Haruf

Sono diffidente di natura verso libri tanto acclamati.
Temo la delusione, a volte temo pure di trovarmi d'accordo con tali acclamazioni, ma sapevo che nel suo piccolo, Kent Haruf aveva qualcosa di grande.
Lo diceva quel suo nome, ora improvvisamente sulla bocca di tutti, ora che è morto, si intende.
Lo diceva quella piccola casa editrice che in Italia aveva comprato i diritti per i suoi romanzi, ora improvvisamente chiamata a sfornare ristampe su ristampe.
Lo diceva quel titolo, poetico quanto basta, e lo diceva una trama, dolceamara, tenera e malinconica, come piace a me.
Volevo aspettare, che il clamore si attenuasse, che l'estate che riporta anche i lettori da spiaggia in libreria, facesse scemare le vendite del libro, per riscoprirlo in quelle lunghe notti d'inverno. Ma Hollywood chiama, l'Hollywood buona però, quella di due pilastri come Jane Fonda e Robert Redford, quella del regista Ritesh Batra, che ha già adattato il testo, e lo presenterà in anteprima a Venezia fra pochi giorni.
Così, dovendo passare di libreria in libreria per trovare una copia disponibile, Kent Haruf è arrivato in anticipo sul comodino, aspettando le sere giuste per essere letto.

27 agosto 2017

La Domenica Scrivo - Leggende Metropolitane

Si dice che gli statali non abbiano voglia di lavorare, che facciano più errori che altro, che vivano in un mondo kafkiano in cui ogni ufficio rimanda a un altro ufficio.
Pensi: sarà tutta una leggenda, sarà una buona trama, un buon spunto, per uno sketch comico, per un un fumetto come Asterix.
Poi succede che ti arriva una raccomandata dall'Agenzia delle Entrate, un conto da saldare che non ti aspetti, che non dovresti saldare se ben hai letto il contratto d'affitto firmato quei 4 anni fa, e allora vai in Agenzia delle Entrate, per cercare di capire.
E trovi chi dovrebbe aiutarti a capire almeno in quale primo ufficio andare al telefono con un'amica, che si fa passare l'altra amica, che ti lascia lì, in attesa, per i suoi comodi.
Trovi sempre quest'addetta all'accoglienza che ne sa meno di te sulla carta in questione dirti che no, non c'è nessun errore, ma ti manda da un collega.
E provi a dire, guarda, chiamo io chi ne sa, è qui, risolve la questione in 2 minuti.
Ma no, l'appuntamento è preso, anche se devi aspettare 40 minuti, per ritrovarti di fronte a un'altra incompetenza che non spiega more o procedimenti, che fotocopia e lascia fotocopie, che sbaglia a digitare e stampare.
E tu sei lì, che già avresti risolto tutto.
E ti dici: no, non è una leggenda metropolitana.


26 agosto 2017

I Am Michael

Andiamo al Cinema su Netflix

Miachael era gay, ma adesso sta con lei.
E non importa che la lei in questione sia Emma Roberts.
Importa chi era e chi è Michael.
E no, non è solo una triste versione vera di una canzone di Povia, perchè il Michael è Michael Glatze, attivista della comunità gay, direttore e fondatore di riviste che i gay d'America cercava di aiutare, regista di un documentario che proprio l'America attraversava, intervistando giovani gay e accompagnandoli nel difficile cammino del coming out e dell'accettazione di sé.
Finché Michael stesso non si è più accettato, finché Dio non gli ha parlato, e si è rifiutato di identificarsi come gay.
La notizia, nel 2006, ha fatto il giro dei notiziari americani, con una ventata di polemiche, minacce e sussultazioni varie.
Ovvio, quindi, che pure Hollywood si interessasse alla storia.

25 agosto 2017

Lovesong

Andiamo al Cinema su Netflix

Lei è Sarah, moglie, madre, depressa.
Passa le sue giornate con una bambina non facile, con il marito distante mesi per lavoro. Piange, non ce la fa più. Che fine hanno fatto la passione, gli esperimenti?
Chiama Mindy, allora, e partono, per un piccolo viaggio all'avventura, per una vacanza per la mente e per il corpo, a dosi di alcool, risate, libertà.
C'è uno sguardo però, negli occhi di Mindy. Lei, che libera e spensierata lo è sempre, lei che non ha legami, che si concede senza remore e senza pensieri, la guarda Sarah con uno sguardo nuovo.
O forse, è lo stesso sguardo, quello degli anni del college, di un'amicizia che forse è sempre stata qualcosa di più.
Una notte, insieme, cambia tutto.

24 agosto 2017

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 24 Agosto

Agosto sta per finire e qualcosa nei cinema inizia a muoversi. Niente titoloni o grandi nomi in programma, ma qualche commedia da non sottovalutare, l'immancabile horror, l'animazione per ragazzini e l'azione senza pensieri.
Meglio di niente, no?

Cattivissimo Me 3
Due capitoli, Minions a volontà, e ora un non richiesto terzo. Quando si dice sfruttare fino all'ultimo le proprie creazioni.
Trailer
Overdrive
Il figlio raccomandato di Clint Eastwood in un film tutto azione e motori, con tanto di rapine, fughe, e mafia.
Non per me, grazie.
Trailer
Amytiville: Il Risveglio
Non c'è settimana senza horror e così ecco un sequel non richiesto, in found footage che però ha dalla sua Jennifer Jason Leigh, Bella Thorne e Cameron Monaghan.
Per amanti dei brividi.
Trailer
Sette Giorni
I sette giorni del titolo sono quelli della passione che prende due amici di amici, in un'isola siciliana dove devono organizzare le loro nozze.
Sentimentalismi made in Italy.
Trailer
Taranta on the road
Due immigrati clandestini vengono aiutati da una band salentina in tour per l'Italia ad arrivare in Francia.
Buonismo, forse, ma di quello che potrebbe sorprendere.
Trailer

23 agosto 2017

Fino all'Osso - To The Bone

Andiamo al Cinema su Netflix

Quando si fa un film su un argomento scomodo, stai sicuro che si parlerà più di quell'argomento scomodo che di come viene trattato, che non del film in sé.
È la dura legge del cinema, è quello che ha fatto conquistare premi e Oscar a film magari non eccelsi dal punto di vista tecnico, ma che avevano la forza, il coraggio, e diciamo pure la ruffianaggine, di parlare di temi spinosi, scomodi, appunto.
Poi ci sono film che quell'argomento cercano di trattarlo con una leggerezza che non ti aspetti, che un po' spaventa, e che per questo fa parlare.
Film come To the bone, che a un impianto da film indie, più drammatico del solito, cerca di mostrare la vita da anoressica.

22 agosto 2017

Master of None - Stagione 1-2

Mondo Serial

Perché non l'ho visto prima? La domanda sorge da sé, spontanea, alla fine delle venti puntate che costituiscono prima e seconda stagione di Master of None.
Rubo l'incipit a Mr. Ink perchè è esattamente quello che ho pensato appena ho iniziato, mentre vedevo e quando ho finito di recuperare Master of None.
Dov'ero quando iniziava due anni fa su Netflix questo gioiellino di serie?
Perché non me l'ero segnato, perchè non ho ascoltato i consigli e le classifiche?
Perché?
Sta di fatto che per fortuna ho rimediato in fretta, ed è stato amore.

21 agosto 2017

Il Lunedì Leggo - Solo Bagaglio a Mano di Gabriele Romagnoli

Gabriele Romagnoli era la mia firma preferita di Vanity Fair.
Aveva la sua piccola rubrica, il suo spazio, per raccontare e riflettere, per parlare di viaggi, di libri, di film, regalando perle di vita.
Poi se n'è andato (da Vanity, mica è morto). E poi ha scritto un libro.
E io, che ai saggi, a ciò che non è romanzo di finzione, non sono abituata, me lo sono letta lo stesso.
Complice la brevità, complice quel titolo che mi sente presa in considerazione e pure la mancanza per quella firma che ancora non ha trovato un sostituto -momentaneo, solo Baricco, che se n'è andato pure lui, però- il libro l'ho comprato, l'ho regalato pure, l'ho letto in poche ore.
Non vuole essere un manuale di vita o un compendio su come viverla la vita, eliminando il superfluo, tenendo il giusto, quello che entra in un bagaglio a mano. Non vuole nemmeno essere la dimostrazione di una filosofia del viaggiare leggero, del vivere leggeri, spostandosi e muovendosi, perchè chi si muove, è più difficile da colpire, da una pallottola come dalla vita.
Ma il saggio, lo scritto, l'articolo lungo -ecco- vuole comunicare piccole lezioni che lo stesso Romagnoli ha imparato, e le ha imparate nel giorno del suo funerale.


Sì, l'inizio è di quelli assurdi e affascinanti: nella Corea del Sud per combattere un indice di suicidi tristemente altissimo (circa 33 al giorno), ci si è inventato di organizzare il proprio funerale, nella speranza così di rimandarlo il più possibile nella vita reale.
Si fa testamento, si indossa la tunica bianca e senza tasche, si viene chiusi in un bara.
E inevitabilmente si ripensa alla propria vita, ai pochi veri amici di cui si ha bisogno, lasciando fuori semplici contatti, lasciando fuori il superfluo.
Romagnoli racconta, fa esempi -tanti, quasi troppi-, parla e si mostra, si appiglia al passato per cercare di capire il futuro, ad aneddoti divertenti e pieni di saggezza (sì, anche quello sul tempo di ieri), a parole altrui, a studi e approfondimenti.
La prima parte scorre che è un piacere, profonda e piena di spunti e di quegli aneddoti di cui sopra com'è. Poi onestamente un po' ci si incaglia, nella filosofia spiccia e orientaleggiante del vivere leggeri, del buttare il superfluo, della valigia del viaggiatore come metafora.
Ma lo si riconosce subito che non è per fare un manuale, non è per fornire indicazioni che si scrive. È un'urgenza, un bisogno di declamare una rinascita proprio nel giorno del proprio funerale.
E così, preso alla leggera ma non troppo, senza sottolineare ma ricordando, con la sua brevità perfetta per piccole vacanze per la mente e per essere portato in una valigia piccola, pratica e leggera, è stato bello ritrovare in un altro spazio, più ampio, la mia firma preferita.

20 agosto 2017

La Domenica Scrivo - Riti

Chissà perchè, siamo fissati con la ciclicità.
Ci piace mettere paletti, segnali, punti di riferimento.
E lo dico io, che ricerco l'ordine, le fasi, il rito, in ogni cosa. Ché mi danno sicurezza, una sensazione minima di controllo e stabilità.
Forse perchè è l'unico modo per orientarci nel caos che governa l'Universo, forse perchè è un modo di illudersi di saper dove guidare, dove andare, nel mondo e nella vita.
Sta di fatto che è così, e nella Storia come nelle storie di tutti i giorni, ci si prova a fermarlo e fissarlo, il tempo.

19 agosto 2017

Slam - Tutto per una ragazza

Andiamo al Cinema su Netflix

Ho visto quasi tutti i film adattati da un romanzo di Nick Hornby.
Ho visto tutti i film sceneggiati da Nick Hornby.
Non ho mai letto un suo romanzo.
Mancanze, lacune, colpa del cinema che anticipa i tempi.
Potevo quindi esimermi dalla visione di un altro adattamento, il secondo italiano, di un suo romanzo?
Potevo, visto che È nata una star causa Littizzetto me l'ero evitato.
Ma poi nel cast ho intravisto il bello e bravo Luca Marinelli, alla regia uno come Andrea Molaioli che approdava alla commedia dopo un esordio pieno di fascino come La ragazza del lago e un proseguimento impegnato de Il Gioiellino, e il risultato, me lo volevo godere.

18 agosto 2017

The Kings of Summer

E' già Ieri -2013-

Cosa c'è di più estivo di un film che parla dell'estate?
E non di un'estate qualunque, dell'estate in cui si è diventati grandi, l'estate in cui si è scappati di casa per la prima volta, vivendo avventure magari piccole, dolori magari da ridimensionare, ma che hanno reso inevitabilmente adulti?
È l'estate che non si scorda mai, quella in cui non è tanto il luogo di vacanza, il mare esclusivo, la spiaggia più "in" a fare la differenza, è la sete di avventura e il legame di amicizia con chi è con noi a contare davvero.
Ce lo ha mostrato anche Stephen King, no, quanto sono belle queste estati?

17 agosto 2017

Silenzio in Sala - L'Uscita al Cinema del 17 Agosto

Esce un solo film, oggi, nei cinema.
E io che speravo in una programmazione più degna mi trovo in crisi per questa rubrica.
Che dire di più su

Atomica Bionda
Un film da neuroni quasi spenti, che si vede più per la bellezza di Charlize Theron, per le scene d'azione, che non per la trama di per sé, su una spia in stile 007?
(Trailer)







Niente.
Di più non si può dire, se non prendersi un po' di tempo per guardare a una stagione cinematografica davvero morente, che ha messo i remi in barca ancor prima dell'estate.
Niente han potuto grandi blockbuster, eroi e supereroi contro la calura estiva, il richiamo del mare, dare uno sguardo ai risultati del botteghino è sconfortante, in cui pure un titolone come La torre nera se ne sta ben sotto la soglia del milione di incassi. Un titolo che in autunno chissà cosa avrebbe potuto fare.
Colpa anche di una distribuzione che osa poco, che quando lo fa, lo fa per raschiare il fondo e dare una possibilità sprecatissima anche a quei titolini che mai sarebbero usciti.
Sì, sono sempre i soliti discorsi, sono però i discorsi di chi al cinema ci vorrebbe andare, a cui manca lo schermo buio, la poltroncina comoda, e il rito di per sé.
Almeno,m in zona si è corsi ai ripari, e oltre ai cinema all'aperto che rispolverano quanto passato in sala durante l'anno, si dà spazio a quelle pellicole che in sala mica erano riuscite ad arrivarci.
Ci si consolerà comunque a Venezia, in un'abbuffata di quelle serie, ci si consolerà a settembre, in cui grandi registi, grandi attori, grandi film torneranno a farci compagnia. Nel mentre, si ha poco da scagliarsi contro Netflix, che offre una parvenza di questo gran cinema che latita, che offre titoli freschi, nuovi e importanti, nel suo piccolo.
Detto questo, la prossima settimana ben 5 film sono pronti ad uscire. E importa poco che dei 5 non ne vorrei vedere nemmeno uno, almeno questa rubrica tornerà ad avere un senso.

16 agosto 2017

Handsome Devil

Andiamo al Cinema su Netflix

Ci sono le tensioni dell'adolescenza, il sentirsi fuori posto, non accettati, soli e in solitutine.
Ma c'è anche quell'aria goliardica e grottesca del college, la solita storia di bullismo, di identità da nascondere e da scoprire.
C'è la voglia di esplorarla, questa nuova identità, con l'aiuto della musica, quella semplice e soffusa, con l'aiuto delle canzoni dal sapore retrò, con l'aiuto di un professore sensibile, che non è interessato come il resto della scuola al rugby ma al formare delle menti.
Ma c'è anche il rugby, appunto, ci sono dicerie e rumours già sentiti, ci sono cliché li dove vorrebbero essere evitati, ci sono troppe storie ed elementi che affossano quella musica, quella sensibilità.


C'è la voice over, sempre quella sì, che solitamente si saluta con simpatia.
Ma quella voice over qui rende ancora più frettoloso il racconto, e meno incisivo il suo utilizzo.
C'è un protagonista giovane e bravo, che buca lo schermo non solo per quei capelli rosso fuoco, e c'è un aiutante che ha il fare stropicciato del bel Andrew Scott.
Ma c'è un altro protagonista, freddo come il suo personaggio, bello ma non troppo, simpatico ma non troppo, troppo anonimo, quindi.
C'è la musica si diceva, e quella resta, soprattutto in un finale che evita l'eccessivo buonismo, evita sviolinate, sulle note dell'emozionate Go or Go Ahead di Rufus Wainwright.


E allora, questo Handsome Devil è un film carino, sì, ma anche con tanti difetti.
È un film che cerca di lanciare un messaggio, giusto e profondo di accettazione, ma nel farlo sceglie troppe strade, non imboccandone mai una fino in fondo. Ci si aspetta più musica, più coinvolgimento nel suonarla, nel viverla. C'è invece più rugby, più entusiasmo in una finale al cardiopalma.
Scorre veloce, anche troppo, con amicizie che nascono e si consolidano, progetti musicali che partono, e scorre fuori dal tempo, in un'epoca in cui telefoni non se ne vedono, social neppure, ma per raccontare in fondo una storia che sarà sempre attuale, purtroppo.
L'impegno, quello c'è, la leggerezza qua e là fa piacevolmente capolino, ma in questo racconto di formazione manca pancia, manca il coraggio per lasciare il segno.


Regia John Butler
Sceneggiatura John Butler
Musiche John McPhillips
Cast Fionn O'Shea, Nicholas Galitzine, Andrew Scott
Se ti è piaciuto guarda anche

14 agosto 2017

Il Lunedì Leggo - Verso Occidente l'Impero Dirige il suo Corso di D. F. Wallace

David Foster Wallace non è un autore dei più semplici.
E non lo si dice solo per la lunghezza e la corposità del suo romanzo più celebre (quell'affascinante e pieno di spunti Infinite Jest lungo appena 1280, di cui 100 di sole note a piè di pagina), ma per la complessità che mette in ogni suo scritto, anche il più semplice.
Verso Occidente l'Impero Dirige il suo Corso non è di certo uno dei suoi scritti più semplici.
Anzi.
È pieno di fascino, di bellezza, di poesia, di frasi e riflessioni su cui soffermarsi, sottolineare e rileggere, che ci si può dire soddisfatti anche se mica lo si è capito del tutto questo racconto.
Perchè sì, lo dico, sto scrivendo e ho letto un racconto che non ho capito del tutto, non lo so dove andasse a parare, che giochi pindarici ha fatto con la lingua, con i generi, con le rivelazioni e con le scatole cinesi di racconti nei racconti, tra simbolismi, opinioni personali, critiche e ironie.
Ma ne scrivo e ne ho letto, affascinata, ovviamente, regalandomi più di qualche risata, più di qualche sorriso, di quelli che solo i grandi Autori sanno regalare, mostrandoci la loro maestria e la loro bravura.

13 agosto 2017

La Domenica Scrivo - Adattarsi

Ci si abitua a tutto, si dice.
Ci si abitua a tutto, han dimostrato esperimenti e, soprattutto, la Storia.
Ci si abitua a scendere in piazza contro un dittatore, con un dittatore, e poi felici per la caduta di quel dittatore.
Che me lo chiedo sempre, io, come si son sentiti quei tedeschi con il braccio alzato il giorno dopo la caduta del terzo Reich, se quel braccio alzato lo alzavano a fatica, per abitudine, con la testa bassa, e chissà cosa passava per quella testa, che pensieri, che processi di adattamento partivano, meccanicamente, per sopravvivere.

Lo hanno dimostrato in quell'esperimento a Stanford come è facile adattarsi, come è facile ritenere giuste dominazioni, punizioni, leggi non scritte. Facile, così tanto che quell'esperimento nel giro di sei giorni è stato chiuso, con prigionieri diventati succubi, carcerieri diventati sadici, rivelando una natura umana che fa davvero paura.
La questione è sempre quella, nell'adattarsi: sopravvivere, andare avanti, e la natura ce lo mostra bene.

12 agosto 2017

Carrie Pilby

E' già Ieri -2016-

Carrie Pilby sa tutto.
Sa che è inutile uscire di casa se le persone più interessanti sono sui libri, sa che trovare un lavoro non la appagherebbe, che l'amore non esiste, che il padre che le tira buca a Natale è uno stronzo.
Sa più del suo terapeuta, più della laurea a Harvard conseguita giusto l'anno scorso, a 18 anni.
E ora si crogiola, in un far nulla preoccupante, leggendo 17 libri a settimana.
Il padre, interviene come può, dall'odiata Londra, il terapeuta decide per un intervento d'urto: una lista, che lei da brava studentessa qual è dovrà completare: una lista da spuntare su cose semplici per molti, non per lei, Carrie, ma che possano aiutarla a rendersi felice.
Prendersi un animale, anche un pesce rosso, trovarsi un amico, uscire per un appuntamento, non passare sola la notte di Capodanno.
E così, Carrie si apre, poco a poco, conosce chi come lei problemi ha avuto o ha, e ricorda il perchè della sua chiusura, del suo cinismo verso il mondo esterno.

11 agosto 2017

L'Incredibile Jessica James

Andiamo al Cinema su Netflix

Uno dice: ma le commedie romantiche e leggere e indie, non sono tutte uguali?
L'espediente -l'incontro/scontro- non stanca? L'amore che sboccia, il lieto fine, la parlantina veloce e schietta, non vengono mai a noia?
Eh.
Certo che possono venire a noia, certo che possono stancare e risultare pesanti, ma solo ed esclusivamente se questa trama, questi espedienti, mancano di naturalezza. Di alchimia, di pancia e cuore.
Non è facile fare film simili, soprattutto quanto sembra esserci una ricetta, uno stampino, per formarli.
Ma è facile riconoscere quelli giusti, quelli ben riusciti.

10 agosto 2017

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 10 Agosto

Qualcosa si muove all'ombra del sole d'agosto, e si tenta la carta Stephen King per attirare bagnanti al cinema. A fare da contorno, commedie leggere leggere e thriller automobilistici.

La Torre Nera
Dal romanzo di Stephen King, con la presenza magnetica di Matthew McConaughey e Idris Elba. La trasposizione sarà fedele o urterà nuovamente i nervi ai fan del Re?
Lascio a loro la scoperta.
Trailer

Casa Casinò
Classica commedia degli equivoci americana, con il solitamente esilarante Will Ferrell e Amy Poehler. Questa volta, per recuperare i fondi del college della figlia sperperati, dei genitori creano un casinò illegale e casalingo.
Risate non garantite.
Trailer
Diario di una Schiappa - Portatemi a Casa
Quarto capitolo della saga della schiappa seguita dai più giovani.
Perchè è seguita, vero?
Trailer
Monolith - da sabato 12 agosto
Donne e motori, gioie e dolori. Improbabile dramma e lotta per la sopravvivenza che vede una madre contro un auto super sicura e impossibile da scassinare, al cui interno è rimasto rinchiuso il figlio, in pieno deserto.
Sceneggiatura breve, rischio scivolate.
Trailer

9 agosto 2017

No Stranger Than Love

E' già Ieri -2015-

Agosto terreno fertile per le commedie più leggere, per le commedie leggere romantiche e ovviamente per le commedie leggere romantiche in stile Sundance.
E allora, lo sapete come si deve cominciare:
Lei è Lucy, reginetta della cittadina in cui vive, di cui praticamente tutti -dai colleghi professori al preside, dal pazzo del villaggio ai netturbini- sono innamorati.
Lei di questa perfezione, delle continue avance e dei continui appuntamenti da evitare con tatto, è stanca. E allora sta per fare una pazzia. Sta per concedersi a un uomo che non ama, professore come lei, sposato. Lui si dichiara innamorato, pazzo, pronto a tutto. Lei tentenna. Dice una bugia, e lui cade in un buco nero.
Sì, un buco nero.
Che si apre nel mezzo del suo salotto, lo inghiotte e chissà dove lo fa fluttuare.
Ma non è lui il lui che ci interessa.

8 agosto 2017

Genius

Mondo Serial

Ci sono serie TV che ti insegnano come ammaestrare draghi e usurpare troni, serie che ti insegnano come produrre e spacciare droga, serie che ti fanno semplicemente ridere, e serie che qualcosa te lo insegnano davvero, come i vecchi sceneggiati di mamma Rai, quando l'educazione si faceva attraverso il piccolo schermo.
Non a caso, la serie in questione è prodotta da National Geographic, è una serie antologica e per ogni stagione punterà i riflettori su un genio. Si inizia con IL genio del secolo scorso, un certo Albert Einstein.

6 agosto 2017

La Domenica Scrivo - Ombre

Un portone.
Si apre.
Delle scale, vecchie, luminose ma con coni d'ombra, che salgono.
Una porta.
Si apre.
Delle tende bianche svolazzano al vento.
C'è un pranzo, in corso, una festa.
Sono tutti felici, è uno di quei ritrovi di famiglia, uno di quei pranzi dove si festeggia, sì, chi se n'è andato. Si spera per sempre.
Un'ombra, però, si intravede. Un'ombra nera, che si muove furtiva. Un'ombra che ha un obiettivo, la madre.
Un urlo.

5 agosto 2017

Raw

E' già Ieri -2017-

Cannibalismo, sangue a flotti, carne cruda e viva.
E pensi al solito film splatter, che punta al terrore e orrore facile.
Ma siamo in Francia, e i francesi sanno rendere anche tutto questo, molto, molto chic.
E quindi, seguiamo Justine nel suo primo giorno di università, indirizzo veterinaria, la stessa della famiglia in cui tutti  sono vegetariani.
Pure la sorella più grande studia lì, la classica sorella scapestrata, irruente e rivoluzionaria, l'opposto di Justine, timida e studiosa, sulle sue.

4 agosto 2017

Magic Magic

E' già Ieri -2013-

Gli horror psicologici sono di solito quelli che danno più soddisfazioni.
Bando al sangue, alla violenza, alla truculenza, è quando qualcosa non va a livello mentale che i brividi si fanno sentire.
Così pensavo per Magic Magic, titolo appuntato in agenda da qualche mese, che aveva dalla sua un cast di tutto rispetto e ben visto da queste parti (Juno Temple, Emily Browning, Michael Cera) e una regia che inaspettatamente ho incrociato solo la settimana scorsa con un drama gattaro ma in realtà più anziano come Gatos Viejos.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...